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CALCIOMERCATO MILAN

Milan, niente Champions? Anche Rabiot potrebbe salutare la compagnia: il punto

Adrien Rabiot, centrocampista AC Milan, qui durante Sassuolo-Milan di Serie A
Adrien Rabiot, centrocampista francese classe 1995, è uno dei pochi giocatori del Milan di Massimiliano Allegri che non delude mai, ma nel calciomercato estivo potrebbe andare via nel caso in cui non arrivasse la qualificazione in Champions League
Daniele Triolo Redattore 

Senza Luka Modrić, infortunato, la leadership nel centrocampo del Milan di Massimiliano Allegri passa dalla testa e dai piedi di Adrien Rabiot. Il centrocampista francese, classe 1995, è uno dei pochi giocatori rossoneri che, anche in questi due mesi orribili della squadra, ha sempre fornito prestazioni più o meno all'altezza: suo, per giunta, il gol dell'unica vittoria rossonera (1-0 a Verona) dal 15 marzo ad oggi.

Servirà il miglior Rabiot in Milan-Atalanta, partita della 36esima giornata di campionato, un match di fondamentale importanza per il Diavolo, che ha bisogno di 6 punti sui 9 disponibili per centrare l'obiettivo della qualificazione alla prossima edizione della Champions League. Un traguardo, sportivo ed economico, che il club di Via Aldo Rossi non può permettersi di fallire, altrimenti potrebbe ritrovarsi costretto a dover ridimensionare il progetto, tagliando costi ed ambizioni.


Calciomercato: Milan, via Rabiot in caso di mancata Champions League?

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Oltre che giocatori. Tra questi, secondo 'Tuttosport' oggi in edicola, potrebbe esserci lo stesso Rabiot. Nel caso in cui, infatti, il Milan non si qualificasse alla Champions, per il quotidiano torinese Rabiot potrebbe riflettere in maniera seria sulla sua permanenza in rossonero. Già l'anno passato, trasferendosi dall'Olympique Marsiglia al Milan, il numero 12 ha rinunciato a disputare la competizione per ricongiungersi con il suo mentore Allegri in rossonero dopo gli anni trascorsi insieme alla Juventus. A 31 anni suonati, con il fantasma del possibile fallimento della qualificazione all'orizzonte, Rabiot potrebbe stavolta optare per la scelta opposta.

La nostra analisi: per Cardinale e Furlani conta più il bilancio dell'ambizione sportiva

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Il rischio, concreto, che il Milan smantelli tutto un'altra volta - a cominciare dai top player come Rabiot - in caso di 'declassamento' in Europa League, c'è. Ed è bello forte. È la storia di RedBird che lo insegna: la stella polare del club di Via Aldo Rossi, da quando al comando c'è il fondo di Gerry Cardinale e da quando la gestione dei conti è affidata all'amministratore delegato Giorgio Furlani, è il bilancio. Che deve essere rigorosamente in utile.

Lo è stato negli ultimi 3 anni, stagioni in cui lo Scudetto è andato a Inter e Napoli. E riteniamo non sia un caso. Blindare l'allenatore e i giocatori più forti, anche in caso di UEL invece che di UCL, sarebbe un segnale importante: un segnale della volontà di costruire qualcosa di serio e duraturo. Anche se tutti sappiamo che molto probabilmente non sarà così. Qualificarsi in Champions è l'unico modo per dare seguito al progetto. E per far restare, convinti, in rossonero grandi giocatori come Rabiot. Non resta che incrociare le dita e sperare.