La nostra analisi: c'è di meglio in giro. Che non si guardino soltanto i costi
—Sørloth, è vero, risponde alle caratteristiche del numero 9 che servirebbe al Milan. Ma la sua storia non sembra sposarsi bene con quella del Diavolo, alla ricerca di un centravanti che faccia realmente la differenza e che possa contribuire a colmare l'enorme gap che c'è adesso tra i rossoneri e le squadre più forti in Italia (Inter e Napoli) ed Europa. In carriera, Sørloth ha sempre segnato, per carità, ma giocando in compagini di media caratura (Trabzonspor, Real Sociedad, RB Lipsia, Villarreal, per citarne alcune) e quando ha fatto il salto in un top club come l'Atlético Madrid è naturalmente scivolato in panchina come prima alternativa.
Di lusso, ma pur sempre un'alternativa. Con Robert Lewandowski e Dušan Vlahović potenzialmente liberi sul mercato, puntare il norvegese come titolare del presente e del futuro appare un po' l'ennesimo azzardo di questa proprietà. Sarà perché il costo del cartellino e dello stipendio non sforano minimamente i parametri economici?
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