Il portiere francese (classe 1995), arrivato a Milano nell'estate del 2021 dal Lille per un'operazione da 16,4 milioni di euro, si trova al centro di profonde riflessioni che coinvolgono sia le sue ambizioni personali sia le nuove linee guida finanziarie imposte dal fondo RedBird.
I motivi del malcontento: l'addio di Allegri e lo staff tecnico
—Alla base dei dubbi di Maignan vi è il totale azzeramento della precedente area tecnica. Il portiere transalpino aveva strutturato un legame professionale e umano di altissimo livello con l'ex allenatore Massimiliano Allegri e, in particolar modo, con il preparatore dei portieri Claudio Filippi. La decisione di Cardinale di fare tabula rasa dello staff dopo la mancata qualificazione in Champions League ha privato il giocatore dei suoi principali punti di riferimento quotidiani.
Senza la vetrina della massima competizione europea e di fronte alla prospettiva di un nuovo ciclo da ricostruire da zero, l'entourage del portiere potrebbe iniziare ad ascoltare con attenzione le ricche proposte commerciali provenienti dai top club della Premier League inglese.
I numeri economici dell'operazione Maignan
—La posizione del Milan riflette la necessità di ottimizzare le risorse e alleggerire il monte ingaggi complessivo della rosa. La scheda finanziaria del calciatore evidenzia l'impatto a bilancio:
Trattenere in rosa un calciatore con un ingaggio così elevato all'interno di un progetto improntato al ridimensionamento e alla sostenibilità economica potrebbe non sposarsi con i piani di RedBird. La proprietà statunitense non ha mai fatto mistero di considerare il player trading come uno strumento essenziale per la crescita aziendale. Di fronte a una maxi-offerta internazionale in grado di garantire una corposa plusvalenza, il club di Via Aldo Rossi è pronto a concedere il via libera alla cessione, come già accaduto in passato con altri elementi di primo piano dello spogliatoio.
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