Il messaggio di Maignan: un futuro tutto da decifrare
—«Un altro anno in cui, purtroppo, i nostri obiettivi non sono stati raggiunti. Grazie ai tifosi del Milan per il vostro supporto durante tutto l’anno», ha esordito Maignan nel suo sfogo pubblico. A catturare l'attenzione degli addetti ai lavori e dei sostenitori milanisti è stata però la chiosa finale del post. «Gioia e tristezza fanno parte della vita per gli atleti e per i tifosi del club. Prima o poi, il Milan risorgerà».
Quella formula, "il Milan risorgerà", è apparsa a molti fredda e distaccata. Quasi come se il portiere si stesse ponendo all'esterno del futuro percorso di rinascita - si spera - del club. Una scelta di parole criptica che alimenta inevitabilmente i dubbi sulla sua permanenza a Milano in vista della sessione estiva di calciomercato.
Il fattore contratto e il legame reciso con lo staff di Allegri
—Il posizionamento sul mercato di Maignan è formalmente blindato da una decisione piuttosto recente. Lo scorso gennaio, infatti, il portiere transalpino (classe 1995) aveva siglato il rinnovo del suo contratto con scadenza fissata al 30 giugno 2031. Tuttavia, le dinamiche interne a Milanello sono radicalmente mutate nel giro di una settimana.
Il totale feeling umano e tecnico che legava l'ex Lille ad Allegri e, soprattutto, a Claudio Filippi, stimatissimo preparatore dei portieri aveva 'influenzato', per così dire, la scelta di Maignan. Con il licenziamento in tronco dell'intero staff tecnico operato da Cardinale, Maignan ha perso i suoi principali punti di riferimento quotidiani. Davanti a una proposta economica congrua e di caratura internazionale, sia il giocatore sia la nuova dirigenza guidata da Zlatan Ibrahimović potrebbero prendere in considerazione una clamorosa separazione.
I numeri di un'era: l'eredità di "Magic Mike"
—Arrivato in Italia nell'estate del 2021 dal Lille per un'intuizione di mercato costata appena 16,4 milioni di euro — con l'arduo compito di non far rimpiangere Gianluigi Donnarumma — Maignan è diventato rapidamente uno dei portieri più forti della storia recente rossonera. Il suo bilancio complessivo recita:
La ricostruzione del Milan passerà anche dalla gestione di questa delicata patata bollente. Trattenere un top player forse scontento? O monetizzare al massimo la sua cessione per finanziare la rivoluzione sul mercato richiesta dal nuovo direttore tecnico in pectore, Ralf Rangnick.
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