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Jean-Philippe Mateta (attaccante Crystal Palace) | Premier League News (Getty Images)
Nelle ultime due sessioni di calciomercato, quella estiva 2025 e quella invernale 2026 appena conclusa, il Milan non ha portato a termine le trattative per l'acquisto di due attaccanti, Victor Boniface dal Bayer Leverkusen prima e Jean-Philippe Mateta dal Crystal Palace poi. Questo perché, nelle scrupolose e specialistiche visite mediche fatte approntare dal club di Via Aldo Rossi per verificare le condizioni delle ginocchia dei due centravanti, sono emerse delle problematiche. Inconvenienti che, a detta dei medici del Diavolo, hanno sconsigliato l'acquisto.
Per Boniface, ha parlato il tempo. Appena 326' in 11 partite di Bundesliga quest'anno, con la maglia del Werder Brema, dove si è trasferito successivamente in prestito secco. E non gioca una partita dallo scorso 7 dicembre 2025, quando è entrato negli 11' finali sul campo dell'Amburgo. A quel punto, la condropatia rotulea ha impedito al bomber nigeriano di tornare in campo. Per Mateta, vedremo cosa succederà prossimamente. Secondo i medici del Milan, i problemi al ginocchio, tra menisco e cartilagine, sono seri al punto che dovrebbe operarsi subito e stare fuori 3-4 mesi.
All'estero, però, cominciano a serpeggiare 'rumors' poco edificanti sul conto del club meneghino. Li ha riportati, in una nota diffusa via social, 'The Touchline', in Inghilterra. Secondo gli insiders d'Oltremanica, ci sarebbero delle valutazioni in corso, tra gli agenti dei calciatori in tutto il mondo, sul Milan come possibile destinazione dei loro assistiti. Motivazione? Proprio gli esami medici ai quali il Milan sottopone i calciatori una volta giunti nelle fasi finali di una trattativa per l'acquisto di un giocatore. Alcuni agenti avrebbero confidato di tendere, adesso, ad evitare il Milan come destinazione dopo aver visto affari praticamente fatti sfumare sul filo di lana.
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Segretamente, però, ammettono che i test medici che il club di Via Aldo Rossi fa svolgere ai calciatori siano noti, nell'ambiente, per individuare problemi laddove altre società passano sopra. Bisogna considerare, in questa vicenda, due cose. La prima è che in Italia, rispetto ad altri Paesi, gli esami medici per ottenere il via libera all'attività e all'idoneità sportiva, già di base, sono più rigidi rispetto a svariate altre Nazioni in tutto il mondo. La seconda, poi, è che - con buona pace di agenti e calciatori - se il Milan è particolarmente scrupoloso nei test, è per un suo tornaconto, ovviamente. Ma anche e soprattutto per la salute del giocatore in fase di valutazione. E di questo, di certo, non se ne può fare una colpa alla società. Anzi.
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