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CALCIOMERCATO MILAN

4-3-3 o 3-5-2, al Milan è mancata una cosa sul mercato: una filosofia di calcio

4-3-3 o 3-5-2, al Milan è mancata una cosa sul mercato: una filosofia di calcio
Il Milan sta faticando nelle ultime partite di Serie A con risultati altalenanti, ma il problema arriva dalle idee messe in atto sul mercato. Ecco la nostra analisi
Emiliano Guadagnoli
Emiliano Guadagnoli Redattore 

Arriviamo da una 32^ giornata di campionato che ci ha dimostrato ancora una volta come il Como sia una squadra con una filosofia chiara: Fàbregas vuole dominare il possesso palla, riconquistare la sfera in fase offensiva e cercare i gol con il gioco, il bel gioco. Il primo tempo contro l'Inter ha confermato tutte queste qualità e la filosofia chiara del gioco del Como. Un primo tempo simile a quanto visto contro il Milan. Nella ripresa poi le due milanesi sono riuscite a vincere sfruttando i limiti difensivi e le scelte radicali di Fàbregas. Ma perché parliamo del Como? Torniamo sulla parola chiave, ovvero la filosofia, un modo, un pensiero chiaro di giocare un tipo di calcio.

Milan, sul mercato manca una filosofia da seguire

Mettiamo le cose in chiaro, si può vincere in tanti modi e non serve per forza dominare (cosa che il Milan in questo momento non può fare), ma quello che serve è un piano, una strategia specialmente sul mercato. E la stiamo vedendo dal Como: può piacere o non piacere, ma il club ha investito sul mercato per giocatori perfetti per la filosofia di calcio di Fàbregas. Calciatori offensivi, di qualità, bravi nell'uno contro uno e nel fraseggio. E infatti il Como gioca il calcio che vuole giocare, con tutti i rischi del caso. E qui ci colleghiamo al Milan: la sessione estiva di mercato che filosofia ha seguito? Qual era il piano? Che gioco si voleva vedere? Il Diavolo ha cercato giocatori diversi, con caratteristiche diverse senza seguire un piano davvero preciso, come ha fatto il Como e come dovrebbe fare qualsiasi società. L'esempio massimo è l'attaccante: si voleva prendere una prima punta di peso e alla fine è arrivato Nkunku, che non ha nulla in comune con un attaccante d'area di rigore. Il problema non è il modulo o il gioco che si vuole mettere in campo: il problema è che sta mancando una filosofia chiara da seguire sul mercato.