Rinnovi di contratto, dal Milan un segnale di continuità

Rinnovi di contratto, dal Milan un segnale di continuità

Il Milan ha rinnovato i contratti di Montolivo, Calabria e Antonelli. Segnale forte: sono tutti italiani e due sono cresciuti nel vivaio rossonero.

Riccardo Montolivo Milan

“Se non vendo, sarà un Milan giovane e italiano”. Firmato Silvio Berlusconi. Era il febbraio 2015 quando il presidente più vincente della storia pronunciava queste parole e, a più di un anno di distanza, si può iniziare a stabilire se ha mantenuto la parola o se invece ha preferito imboccare strade diverse. Per farlo, prendiamo in considerazione la rosa attuale del Milan, prodotto di due sessioni di mercato che hanno seguito quelle parole. Gli italiani sono 14 su 27, più del 50%, un’ottima media considerando il campionato italiano, in cui basta spostarsi dalla parte opposta del Naviglio per scoprire che lì, per esempio, di italiani ce ne sono solo 4.

Un altro dato particolarmente interessante riguarda il numero dei cosiddetti “titolari”. Quanti di questi 14 sono poi con continuità schierati in campo? Il portiere con più presenze è Gianluigi Donnarumma (30), ovviamente italiano. Ma non solo è anche giovanissimo (classe 1999, incredibile) e quindi vale doppio. I quattro difensori più utilizzati sono stati Alessio Romagnoli (40), Luca Antonelli (32), Mattia De Sciglio (29) e Ignazio Abate (28), tutti italiani; per esigenze tattiche, per completare una fantasiosa formazione, serve un altro centrale e qui si inserisce Alex con 25 presenze. Finora, su cinque gli italiani sono quattro, tre dei quali provenienti dal settore giovanile e due che hanno meno di 22 anni. A centrocampo apre la fila dei più impiegati Jack Bonaventura (39), segue Riccardo Montolivo (35). Altri due italiani. A completare il pacchetto centrale ci sono Keisuke Honda (37) e Juraj Kucka (35). L’unico reparto in cui non si trovano giocatori provenienti dal Bel Paese è l’attacco, composto da Bacca (43) e Luiz Adriano (29).

Andiamo dunque a leggere l’undici che ne è stato ricavato, specificando nazionalità ed età: Donnarumma (ITA, 17); De Sciglio (ITA, 23), Alex (BRA, 33), Romagnoli (ITA, 21), Antonelli (ITA, 29); Honda (JAP, 30), Kucka (SLK, 29), Montolivo (ITA, 31), Bonaventura (ITA, 26); Bacca (COL, 29),  Luiz Adriano (BRA, 29). Su 11, 6 sono italiani e se Bertolacci e Balotelli avessero dato i frutti sperati probabilmente si sarebbe a 8. Dati che sono comunque molto molto positivi, se pensiamo che la stessa Juventus, considerata da tutti la più italiana, nel suo undici di titolari azzurri ne ha cinque.

Risultato? Presidente promosso, almeno sotto questo aspetto. Il Milan ha costruito davvero una base italiana, ma soprattutto giovane. Gli unici italiani sopra i trent’anni sono Abbiati e Montolivo. E tra quei 14 in rosa ci sono giocatori come Davide Calabria e Manuel Locatelli che titolari ora non lo sono solo perchè giovani, ma potrebbero diventarlo a breve. Perciò non solo Milan italiano adesso, ma anche in futuro. Degli, ormai, famosi 14 quindi 6 sono titolari; 2 lo sarebbero stati nei progetti della società; 3 sono giovani di prospettiva e solo altri 3 (Poli, Abbiati e Abate) sono “riserve”. Dati davvero incoraggianti.

Una strada, questa, che il Milan sembra intenzionato a seguire ancora: oggi è arrivato il comunicato del rinnovo a Montolivo, Calabria e Antonelli: tutti italiani, due cresciuti nel vivaio rossonero e uno è un classe 1996. Rinnovi, tra l’altro, giunti a sorpresa per i terzini. Segnale importante del Milan, che vuole dimostrare che un progetto c’è e non verrà abbandonato. La squadra è giovane e può crescere. I giovani di talento ci sono e sono tanti. Per farli crescere bene, però c’è bisogno di dar loro fiducia. Su questo argomento, alla società, non si può dire davvero niente. Questo è ItalMilan.

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