Il Milan è secondo. Ed è costato la metà di Higuain

Il Milan è secondo. Ed è costato la metà di Higuain

Il Milan, tra giovani provenienti dal vivaio e affari low cost è stata pagata la metà di Higuain. Intanto, però, è in zona Champions.

La stessa cifra che di solito si spende per acquistare un top player Adriano Galliani l’ha usata per creare la squadra che al momento è al secondo posto. Anzi, si potrebbe dire che ha utilizzato la metà dei soldi che servono per comprare un top player, se prendiamo in considerazione Gonzalo Higuain. La squadra titolare che ha battuto il Chievo Verona, infatti, è costata complessivamente 45 milioni. Oltre al vanto per essere la squadra più giovane, quindi, si aggiunge quello di averla costruita o con affari low cost o dal proprio vivaio.

Più della metà della spesa è stata investita su Alessio Romagnoli, pagato 25 milioni poco più di un anno fa. Il Chelsea in estate aveva offerto molto di più, quasi il doppio, ma il Milan si è opposto. Sarebbe stata una plusvalenza importante, ma sia la dirigenza italiana che quella “cinese” si sono trovate d’accordo nello stabilire che sul numero 13 è giusto costruire il futuro, scrive La Gazzetta dello Sport. Le cose non cambieranno se dovesse arrivare una nuova proposta da parte dei Blues o di qualsiasi altra squadra. Mezza squadra, invece, arriva a parametro zero, politica troppo spesso messa sotto accusa. Quattro dei cinque giocatori pagati zero sono cresciuti nel settore giovanile: giovani, italiani e cresciuti a Milanello, per seguire alla lettera la volontà di Silvio Berlusconi. A metterla in atto è stato Galliani, che spesso sottolinea come da squadra considerata vecchia, adesso il Milan sia la più giovane. La soddisfazione c’è. Dal vivaio è uscito di recente Gianluigi Donnarumma, portiere che Silvio non venderebbe neanche per 80 milioni. Anche i due terzini sono “fatti in casa”: Ignazio Abate e Mattia De Sciglio. Assenti a Verona, anche Davide Calabria e Luca Antonelli sono “made in Milan”. Anche l’alternativa a questi quattro, Leonel Vangioni, è costata zero. Il mercato è stato low-cost e per ora molti fanno panchina. Vincenzo Montella preferisce affidarsi alla vecchia guardia, come Gabriel Paletta, acquistato a 1milione.

Il centrocampo di Genova è costato in totale 8 milioni. L’autore del primo gol, Juraj Kucka, è costato 3 milioni ed è stato il frutto di una delle tante operazioni dell’asse di mercato Milano-Genoa, anch’esse tanto, troppo criticate. A quei soldi vanno aggiunti i 5 (!) sborsati per Giacomo Bonaventura, affare last-minute dell’estate 2014. Infine Manuel Locatelli è l’ennesimo prodotto del vivaio, a Milanello da quando aveva 11 anni.

Per quanto riguarda l’attacco molto del merito è di Montella, che ha bloccato la cessione di M’Baye Niang (pagato 2 milioni), rendendolo un titolare inamovibile. Stesso discorso va fatto per Suso. Arrivato al Milan da parametro zero, lo spagnolo era considerato una specie di fantasma. Oggi la fascia sinistra è territorio di sua esclusiva competenza. Carlos Bacca avrebbe fatto alzare un po’ il conto dei soldi spesi, ma a Verona ha giocato Gianluca Lapadula, pagato in estate 9 milioni. Il costo più alto dopo quello di Romagnoli.

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