Gattuso: “Abbiamo saputo soffrire. Kalinić? L’errore ci sta”

Gattuso: “Abbiamo saputo soffrire. Kalinić? L’errore ci sta”

Gennaro Gattuso ha conquistato la sua prima finale da allenatore. Ma sul suo futuro non si sbilancia: “Dovrò prendere ancora legnate nei denti”

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Il Milan, con la vittoria ai calci di rigore sulla Lazio all’Olimpico, torna in finale di Coppa Italia dopo due anni. Si tratterà della prima finale in assoluto, come tecnico, per l’allenatore rossonero Gennaro Gattuso che ieri sera, dopo il penalty decisivo tirato e realizzato dal ‘laziale’ Alessio Romagnoli, è corso in campo con i suoi ragazzi liberando tutta la propria gioia per l’obiettivo raggiunto.

Quindi, al termine della partita, Gattuso si è presentato ai microfoni delle televisioni per analizzare, a mente un po’ più lucida, l’andamento del match: “Abbiamo tenuto bene il campo, abbiamo saputo soffrire e creare come con Nikola Kalinić – si può leggere oggi sui quotidiani sportivi in edicola -. Cosa ho pensato al suo errore? Lì ho pensato che avrei dovuto lavorare sulla testa dei giocatori. Pensavo di aver perso un giocatore. Ma l’errore ci sta. Nikola è un campione”.

Poi, incalzato dai giornalisti sul suo futuro professionale, alla luce di questo 2018 da favola alla guida del Milan, Gattuso non si è sbilanciato, ribadendo però un concetto fondamentale: il bene del Milan viene prima di tutto. “Il mio contratto è l’ultimo dei problemi. Il primo era far rendere al massimo i giocatori bravi che avevamo e riunirci ai nostri tifosi. Ho fatto tanta gavetta, ma non sono un grande allenatore. Sembro diventato un guru della panchina, ma dovrò ancora prendere legnate nei denti”.

Gattuso, però, ha voluto anche togliersi un sassolino dalla scarpa: “Nessuno, però, mi ha regalato niente – ha difatti affermato il tecnico rossonero -. Ho fatto esperienze dure. Vivo un sogno e non avrei problemi a tornare ad allenare i Giovanissimi della Gallaratese”. Prossima tappa del suo Milan, il derby di Milano: “Se vinciamo si possono aprire altri discorsi. Parte di merito, però, va dato anche a Vincenzo Montella: ha dato dei concetti alla squadra, come il palleggio, che sono rimasti e poi io ho solo modificato”.

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