Diavolo d’un Gattuso: il Milan conquista la finale di Coppa Italia

Diavolo d’un Gattuso: il Milan conquista la finale di Coppa Italia

Il Milan di Gennaro Gattuso, sotto la neve di Roma, elimina la Lazio ai calci di rigore e torna in finale del trofeo nazionale: l’analisi del match

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Dopo 180′ di battaglia, tra l’andata di San Siro ed il ritorno di ieri sera allo stadio ‘Olimpico’ di Roma, il campo ha prodotto il suo verdetto: sarà il Milan di Gennaro Gattuso, il prossimo 9 maggio, a sfidare la Juventus nella finale di Coppa Italia / TIM Cup 2017-2018, in programma sempre nell’impianto sportivo della Capitale.

I rossoneri hanno conquistato il 13° risultato utile consecutivo (9 vittorie e 4 pareggi) tra campionato e coppe su un terreno difficile, contro un avversario più che ostico: il Diavolo è riuscito nell’impresa di imbrigliare uno dei migliori attacchi d’Europa, numeri alla mano (ben 89 i gol segnati fin qui in questa stagione dalla Lazio) e, al contrario, ha avuto un’occasione colossale per chiudere il match già prima dell’affascinante lotteria dei calci di rigore.

Come nel match di andata, però, quando fu il turco Hakan Çalhanoğlu a tenere inchiodato il risultato sullo 0-0 mandando alle stelle, in area piccola, un pallone che chiedeva solo di essere sospinto in rete con Thomas Strakosha già a terra, ieri è stato il croato Nikola Kalinić a gettare alle ortiche un gol praticamente già fatto al termine di una magistrale azione di contropiede dei ragazzi di Gattuso.

Nel mezzo, tanta Lazio, che ha provato a condurre le danze, sebbene in maniera piuttosto sterile: Gianluigi ‘Gigio’ Donnarumma è stato bravo, nella prima mezzora, a sgonfiare i tentativi di Ciro Immobile (colpo di testa deviato sopra la traversa dal portiere rossonero), Luis Alberto e Sergej Milinković-Savić, entrambi non nella loro serata migliore. Il Milan ha badato a difendere di squadra, con le linee compatte, affidandosi a letali contropiedi.

Eppure, i rossoneri hanno avuto le loro palle-gol non sfruttate: Çalhanoğlu ha sprecato un paio di chance, Patrick Cutrone non è stato in grado di buttare in porta un tap-in facile facile di quelli che solitamente non sbaglia ed Alessio Romagnoli, nella ripresa, si è divorato una rete spedendo incredibilmente fuori, in area piccola, un pallone velenoso con Strakosha messo fuori causa da una spallata del compagno di squadra Stefan de Vrij.

Poco male, perché il destino, per questo avvincente Lazio-Milan, aveva scritto tutt’altro finale. Una sorte per cui Romagnoli, tifoso laziale per sua stessa ammissione, sarebbe stato, proprio sotto quella Curva Nord, assoluto protagonista. Nell’interminabile serie di calci di rigore, infatti, dopo le parate dei due portieri su Ricardo Rodríguez, Milinković-Savić, Montolivo e Lucas Leiva, ecco l’errore del difensore Luiz Felipe (sfera alta sopra la traversa) ed il piattone, a spiazzare Strakosha, dell’erede designato in rossonero di Alessandro Nesta che ha fatto esplodere di gioia i tanti tifosi milanisti allo stadio e in giro per il mondo.

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