Montella sfida il suo passato per riprendersi definitivamente il Milan

Montella sfida il suo passato per riprendersi definitivamente il Milan

Vincenzo Montella attende, a San Siro, la Fiorentina, squadra che lo ha consacrato come ottimo allenatore: chiede permesso ai viola per l’Europa League

Sono stati, questi, giorni decisamente complicati per Vincenzo Montella. Alla vigilia della gara contro la Lazio, infatti, sono esplose, sui giornali, polemiche relative ad un presunto ‘astio’ del Presidente Silvio Berlusconi nei confronti dell’allenatore campano. Un po’ per motivi tattici (è risaputo come Berlusconi voglia, quasi pretenda, di vedere il Milan schierato in campo con un trequartista dietro due punte di ruolo), un po’ per motivi politici (il patron rossonero, in periodo di campagna elettorale, non vedrebbe di buon occhio la rinomata amicizia di Montella con l’ex Premier, Matteo Renzi, leader del Partito Democratico): il rapporto tra i due non è mai stato così teso, soprattutto adesso, in un momento in cui i risultati, per il Milan, faticano ad arrivare.

La panchina di Montella, dicono i soliti bene informati, è stata ‘salvata’, letteralmente, dai futuri proprietari cinesi, a due settimane dalla finalizzazione per il passaggio di proprietà del club rossonero da Fininvest a ‘Sino-Europe Sports’. Per ‘SES’, infatti, non conta il modulo, non contano le amicizie, non contano voci, rumors o altro: per giudicare il lavoro di un allenatore, dell’allenatore del Milan, parlerà il campo. E questo, finora, ha detto che il Milan, infarcito di giovani e con una rosa non all’altezza delle prime della classe, si è mantenuto per mesi in zona Champions League, prima che infortuni e cali atletici di qualche elemento chiave dell’undici titolare minassero questo rendimento e, a dicembre, ha compiuto il vero e proprio ‘miracolo sportivo’ che era stato chiesto a Montella, vale a dire la vittoria della Supercoppa Italiana contro la corazzata Juventus.

Dopo il successo ‘last-minute’ di Bologna, in 9 contro 11, ed il pareggio strappato, sempre nel finale, all’Olimpico contro la Lazio, il Milan, rabberciato e nel turbinio delle critiche, sembra essersi rimesso in marcia, almeno, per un posto in Europa League, vero e proprio obiettivo stagionale. Montella, da fine psicologo, non ha perso mai occasione per incensare i suoi ragazzi, galvanizzarli, caricarli, sperando che, superato lo scoglio delle prossime giornate di campionato, un calendario in discesa possa favorire l’accesso dei rossoneri alla seconda competizione internazionale per squadre di club. Per far sì che il Milan possa definirsi ‘guarito’, o quasi, bisognerà, però, avere la meglio sulla Fiorentina, diretta concorrente per l’Europa, ed appena un punto dietro in classifica (41 a 40 per il Diavolo).

Dopo l’esordio nella sua Roma, e l’anno di Catania, Montella è diventato allenatore vero proprio a Firenze, piazza in cui ha allenato dal 2012 al 2015: qui è diventato grande, è giunto per tre volte su tre al quarto posto, sgomitando sempre con compagini meglio attrezzate, ed arrivando una volta in finale di Coppa Italia ed una volta in semifinale della coppa nazionale e di Europa League. Il lavoro di Montella, in viola, è evidente ancora oggi, sebbene la squadra sia affidata ormai da due stagioni al lusitano Paulo Sousa: segno di come l’Aeroplanino sia abile a lasciare il segno ovunque vada. Come, del resto, già ha fatto in questi primi mesi di Milan: la sfida di San Siro, contro il suo dolce passato, gli fornirà la chance prelibata per convincere anche più scettici. Il Milan è suo e non ha alcuna intenzione di mollarlo prima del tempo.

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