Lo “sciagurato” Kalinic: Gattuso deve ritrovare il croato

Lo “sciagurato” Kalinic: Gattuso deve ritrovare il croato

Nikola Kalinic non sta attraversando un buon periodo, bisogna ripartire da capo. E Gattuso deve ritrovare il prima possibile il croato

di Patrick Iannarelli, @patrick_iannare

“Ho pensato di aver perso un giocatore, bisogna lavorare sulla testa”. Alla domanda su Kalinic, Gattuso non ha lasciato spazio ad interpretazioni. Il giocatore deve essere ritrovato il prima possibile, per evitare qualsiasi problema. Altrimenti il soprannome di “sciagurato” potrebbe risuonare nuovamente a Milanello. Dopo Egidio Calloni e quel nomignolo che Gianni Brera coniò con la sua solita finezza, il Milan rivive quel malessere di un attaccante poco prolifico. Bei movimenti, tante ottime iniziative. Ma al momento di tirare fuori gli artigli della tigre, Kalinic è diventato un gatto innocuo. Serve lavorare sulla testa, appunto.

“SCIAGURATO” – Molti addetti ai lavori potranno anche ripetere fino allo sfinimento che non è importante fare gol per un attaccante. O meglio, non conta solo la rete. Vaglielo a dire a chi di mestiere dovrebbe decidere le partite. Ieri Kalinic, a tu per tu con Strakosha, ha calciato incredibilmente alto. Vuoi il momento di forma, vuoi la pressione, ma quell’errore sarebbe potuto diventare fatale. I rigori hanno dato ragione ai rossoneri, ma la fortuna che gira di questi periodi a Milanello sembra aver abbandonato il croato. E la stagione di Kalinic è stata segnata da molti errori, soprattutto nei momenti decisivi.

TESTA – Gattuso deve assolutamente lavorare sulla testa. Durante l’intervista ai microfoni di Rai Sport si è fatto scappare un significativo “ho pensato di aver perso un giocatore importante”. Kalinic ha qualità, si vede. Si sta muovendo bene ed è più costante nelle prestazioni. Ma un attaccante del suo valore deve assolutamente dare di più. I compagni gli vogliono bene, lo cercano e lo sostengono. Il cambio di rotta, però, deve arrivare dalla sua cattiveria nell’area di rigore. Cutrone sta facendo bene, ma servono anche gol pesanti. A Kalinic l’arduo compito di girare pagina e abbandonare quel soprannome che tanto gli si addice in questo momento. Nikola è totalmente differente da Egidio, ma la sostanza non cambia.

 

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