La conferenza stampa del tecnico granata. Il richiamo alla grinta storica, la rivoluzione tattica dell'ultimo mese e l'incrocio con il suo Milan

- Milano
Le probabili formazioni di Torino-Milan, partita della 1^ giornata della Serie A 2026-2027

Abate punta su Simeone, Amorim cambia tutto: Torino-Milan, le probabili formazioni

Questa sera, alle ore 20:45, lo Stadio Olimpico Grande Torino - in occasione di Torino-Milan, match valido per la prima giornata della Serie A 2026-2027 - terrà a battesimo l'esordio assoluto nel massimo campionato italiano di Ignazio Abate e del portoghese Rúben Amorim. Nella conferenza stampa della vigilia, il neo-tecnico granata ha voluto suonare la carica richiamando lo spirito storico del club piemontese, il leggendario tremendismo granata, affrontando a viso aperto i temi legati al suo glorioso passato da calciatore rossonero, culminato con la vittoria dello Scudetto nel 2011, e al suo percorso da allenatore sulle panchine delle giovanili e del Milan Primavera.

Ignazio Abate, allenatore Torino, qui durante una conferenza stampa

Le parole del tecnico del Torino, ampiamente riportate dai quotidiani sportivi oggi in edicola, trasudano l'energia e la tensione emotiva tipiche dei grandi debutti calcistici. La prima giornata propone subito un incrocio che per Abate non potrà mai essere etichettato come una normale partita di cartello.

Il ritorno del tremendismo e la rivoluzione tattica del Toro

«Adesso voglio vedere l’anima della mia squadra. Voglio vedere una squadra terribile, un Toro che sia tremendista», ha esordito con orgoglio l'ex terzino, rispolverando un termine caro alla tifoseria piemontese che evoca grinta, cuore e sacrificio oltre i propri limiti. «Sono convinto che la squadra farà una grande partita, c’è una grande carica e una grande energia: dobbiamo avere l’ambizione e il desiderio di rendere i tifosi orgogliosi di noi. Vogliamo partire con il piede giusto».

Abate ha poi tracciato la rotta psicologica per i suoi ragazzi, indicando nella coesione con l'ambiente l'ingrediente segreto per superare l'ostacolo milanista. «La parola d'ordine? È positività: il mio desiderio più grande è riaccendere quella passione e quel legame tra la squadra e i tifosi. Dobbiamo avere la convinzione di poter fare un gran risultato. Abbiamo iniziato un percorso nuovo, abbiamo cambiato in modo radicale il nostro modo di pensare nell’ultimo mese. Ci sono tanti dettagli da migliorare, ma sono felicissimo di come i ragazzi hanno sposato le idee».

Il Milan come una seconda pelle: il tunnel e il reset emotivo

L'attenzione dei media sportivi nazionali si concentra inevitabilmente sulla componente sentimentale del match. Quella rossonera è stata una vera e propria seconda pelle per il mister campano. Con la maglia del Diavolo addosso sul rettangolo verde, Abate ha collezionato la bellezza di 308 presenze ufficiali in carriera, arricchendo la propria bacheca personale con lo Scudetto del 2011 sotto la guida di Massimiliano Allegri e due Supercoppe Italiane, sollevate nel 2011 a Pechino e nel 2016 a Doha.

Un legame indissolubile proseguito poi dietro la scrivania e sul campo d'allenamento, partendo dai Giovanissimi Nazionali Under 16 fino all'exploit sulla panchina della Primavera, trascinata nel corso di un biennio d'oro fino alla storica finale di UEFA Youth League disputata nel 2024 a Nyon. Un bagaglio di ricordi straordinario che stasera dovrà essere necessariamente congelato per novanta minuti di battaglia sportiva.

«Il Milan è stato casa mia per più di dieci anni, lo sapete tutti ed è inutile nasconderlo», ha confessato Abate con grande onestà intellettuale. «Quando rivedo quei colori è come se incontrassi un parente stretto o un vecchio amico d'infanzia. Ma il Milan mi ha insegnato soprattutto una cosa: ad avere sempre fame e grandi ambizioni. Il modo migliore per dimostrargli il mio affetto è fare una grande prestazione e cercare di metterlo in estrema difficoltà sul campo. Quando supererò il tunnel degli spogliatoi per entrare sul terreno di gioco il passato non esisterà più, per me ci sarà soltanto il presente granata».

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