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La Uefa pensa alla “Luxury tax”, il Bayern Monaco non ci sta: ecco cos’è

Carmelo Barillà

Il Bayern Monaco si schiera contro le nuove regole pensate dall’Uefa per il Fair Play Finanziario, in particolare contro la "Luxury tax"

Il Bayern Monaco si schiera contro le nuove regole pensate dall’Uefa per il Fair Play Finanziario, in particolare contro la "Luxury tax". Ma di cosa si tratta? Come spiega 'Calcio e Finanza', la Uefa sta pensando ad un sistema di tetto salariale per chi dovesse superare la quota prefissata.

Il criterio di calcolo dovrebbe essere questo:

  • Salari e stipendi (esclusa la parte variabile) di 25 giocatori inseriti nella lista UEFA da parte di ciascun club + Salario e stipendio del coach + Ammortamenti dei diritti pluriennali dei 25 calciatori + Costi per gli agenti riferiti al medesimi calciatori
  • diviso per

  • Ricavi caratteristici (escluse le plusvalenze) + Saldo della campagna lorda di trasferimenti.
  • Qualora un club dovesse sforare il limite verrà prevista la cosiddetta Luxury tax, ossia al club verrà trattenuta una porzione di premi spettanti sulla base di fasce ancora da definire. Si sta studiando quale aliquota applicare per omogeneizzare l’effetto fiscale tra le 55 federazioni appartenenti alla UEFA.

    Mosse che, tuttavia, non sembrano piacere al Bayern Monaco. “Il fair play finanziario è stata una buona idea, ma le eccezioni sono state fatte troppo rapidamente”, ha detto Hainer in una intervista a Kicker. “Qui il lavoro deve essere svolto in modo più rigoroso e devono essere apportati miglioramenti. Luxury tax? Non sono affatto convinto di questa tassa sul lusso. Per una concorrenza leale, servono regole valide con conseguenze evidenti. Troppo spesso in passato i delicati tentativi di sanzione venivano rivisti o attenuati. Non può funzionare così”. Le top news di oggi sul calciomercato del Milan: le ultime su Adli, Florenzi e non solo