Il Ministro ha poi ringraziato Gattuso e i ragazzi per l'impegno mostrato, ricordando una cosa importante. "Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi". Abodi prosegue: "D'altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un'intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l'emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio".
Ancora Abodi: "Quando per tre edizioni non vai ai mondiali è una sconfitta. Oggi non è un giorno normale. Non può bastare lo scarica barile dicendo che ci si aspettava di più da istituzioni. Le dimissioni? Mi aspetto una risposta più centrata della Federcalcio. A partire dal presidente Abete dopo i Mondiali del 2014 ci furono sussulti di dignità, il compianto Tavecchio fece la stessa cosa dopo il playoff con la Svezia e si dimise. Potrei essere costretto a prendere decisioni con il Parlamento che avrei preferito lasciare a loro" ha concluso il Ministro per lo Sport Andrea Abodi.
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