Paradosso Ibrahimovic: addio certo, ma per il presente è indispensabile

MILAN NEWS – Non ci sono dubbi sull’addio di Zlatan Ibrahimovic a fine stagione. Per il presente, però, il Milan non può fare a meno di lui

di Renato Panno, @PannoRenato
Zlatan Ibrahimovic Milan

MILAN NEWS – “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Questa frase è stata spesso utilizzata da Adriano Galliani, che ha reso possibili alcuni ritorni al Milan nella sua trentennale esperienza. Probabilmente avrebbe detto la stessa cosa di Zlatan Ibrahimovic, ritornato in Italia dopo la cessione dolorosa nel 2012. In questi anni lo svedese non ha mai dimenticato i colori rossoneri, ribadendo che il Milan è per lui il miglior club nel quale abbia mai giocato.

Dopo una prima parte di stagione disastrosa, Paolo Maldini e Zvonimir Boban hanno spinto per averlo in una squadra che peccava troppo di inesperienza. Chi meglio di Ibra poteva risolvere immediatamente questa situazione? I risultati hanno dato ragione a Maldini e Boban, dal momento che il classe 1981 ha da subito cambiato il peso specifico dell’attacco rossonero, rendendosi fondamentale come accaduto in tutta la sua carriera. Contro la Juventus in Coppa Italia è stato assente perché squalificato e infortunato, ma ad inizio luglio dovrebbe ritornare in campo.

Stefano Pioli non aspetta altro, vuole riabbracciare il suo campione al più presto per tentare la volata finale alla conquista dell’Europa. Tutto questo si scontra in maniera paradossale con la decisione già presa dal Milan di non rinnovargli il contratto. Ibrahimovic lascerà il Milan per la seconda volta, perché non rientra nei nuovi canoni previsti da Ivan Gazidis. Inoltre un paio di litigi con il manager sudafricano hanno reso impossibile una sua permanenza. Difficile pensare che un nuovo corso possa iniziare da un 39enne, ma è altrettanto paradossale pensare che un giocatore chiaramente in partenza possa essere il risolutore di tutti i problemi. Ma di questi tempi anche il paradosso diventa realtà in casa rossonera.

Intanto è ormai fatta per Ralf Rangnick: il tedesco già a lavoro in silenzio, continua a leggere >>>

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