Ieri l'amministratore delegato Giorgio Furlani e il direttore sportivo Igli Tare si sono recati a Milanello per stare vicino all'allenatore Massimiliano Allegri ed ai giocatori del suo Milan. Serve unità d'intenti per centrare l'obiettivo Champions
Il Milan cerca di ripartire, dopo due mesi agghiaccianti (4 punti in 7 partite, 5 di queste terminate con sonore sconfitte), all'insegna della compattezza e dell'unità di intenti. Nonostante il disastro andato in scena o, per meglio dire, in campo dal 15 marzo ad oggi, il Diavolo è ancora padrone del proprio destino.
Nel caso in cui dovesse fare 6 punti contro Genoa (in trasferta) e Cagliari (in casa) nelle ultime due partite che restano per chiudere la Serie A 2025-2026, il Milan si qualificherebbe in Champions League, l'obiettivo stagionale del club di Via Aldo Rossi. Motivo per cui, nelle ultime ore, nonostante le risapute ed evidenti divergenze tra le varie anime rossonere, al Milan si sta cercando di fare fronte comune.
Milan, dirigenti a Milanello da allenatore e giocatori
—
Lo scenario della Champions è fondamentale dal punto di vista sportivo ed economico per il Milan. Permetterebbe di attirare nuovi campioni in squadra e di far sorridere il bilancio della società. Ecco perché, ieri, l'amministratore delegato Giorgio Furlani e il direttore sportivo Igli Tare si sono presentati al centro sportivo di Milanello, trascorrendo del tempo prima, durante e dopo l'allenamento con il tecnico Massimiliano Allegri e con i giocatori.
Un segnale, fisico, anche di vicinanza del club alla squadra e allo staff dopo settimane tumultuose. Qualificarsi o meno in Champions League, inevitabilmente, sposterà gli equilibri interni nelle varie componenti del Milan. Per cui valutazioni e verdetti su tutti i protagonisti saranno rinviati a stagione finita, a bocce ferme.