Il futuro, la nuova dirigenza e il ruolo di Zlatan Ibrahimovic: Sandro Sabatini senza filtri sul momento del Milan
Nell'ultimo video pubblicato sul proprio canale YouTube, Sando Sabatini ha fatto una lunga analisi sulla fase di trasformazione che il Milan sta attraversando. Il giornalista ha mostrato diversi dubbi sulla posizione di Zlatan Ibrahimovic, sottolineando come "tra pochi giorni volerà al Mondiale per fare il telecronista". Di seguito, un estratto delle sue parole.
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Milan, le parole di Sabatini
Sul futuro del club: "Come ripartirà adesso il Milan? Questo è il tema più interessante. Al di là dei discorsi su Allegri, è normale che i tifosi vogliano sapere al più presto quale sarà il futuro. La società è stata di fatto azzerata. Al momento il club si ritrova senza allenatore, senza direttore sportivo, senza amministratore delegato e senza capo scout".
Sulla formazione della nuova dirigenza: "Siamo a fine maggio e il Milan si trova in una situazione d'emergenza. Deve coprire immediatamente quattro ruoli fondamentali per l'area sportiva. Bisogna fare in fretta, perché la stagione alle porte richiede decisioni tempestive e una programmazione immediata".
Su Ibrahimovic: "Zlatan Ibrahimovic dovrebbe essere il vero direttore d'orchestra di questa rinascita, ma c'è un problema di calendario. Tra pochi giorni l'ex attaccante volerà ai Mondiali per fare il commentatore e l'opinionista per una televisione internazionale. Al termine del torneo avrà altri impegni e si ripresenterà di persona soltanto ad agosto. Rischia di essere una tempistica tardiva, a meno che i nodi principali non vengano sciolti subito".
L'analisi di PianetaMilan
La nostra sensazione è che ci sia un rischio concreto di avere una catena di comando poco efficiente. L'allenatore che riferisce al DS, il DS che si riferisce all'AD, l'AD che riferisce a Calvelli, Calvelli che riferisce a Ibrahimovic e Ibra che riferisce a Cardinale. L'esempio dell'Inter mostra come una dirigenza snella e organizzatasi ancora la miglior soluzione possibile, almeno in Italia. La gestione precedente ha già dimostrato che troppi galli in un pollaio finiscono per litigare tra loro e perdere di vista il bene della squadra: questa volta non si può più sbagliare.
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