In una lunga intervista al 'Corriere della Sera', Mattia De Sciglio è voluto tornare a parlare della sua avventura al Milan durata ben 6 anni (dal 2011 al 2017 senza contare le giovanili). Ecco, di seguito, alcune delle sue dichiarazioni.
"Al Milan stavo vivendo un sogno. Ero un tifoso rossonero che giocava per la sua squadra del cuore, Maldini era il mio idolo. E pensare che avrei potuto giocare nell'Inter, i nerazzurri mi avevano scartato a un provino... poco dopo è arrivato il Milan, meglio così. Ho fatto tutto il settore giovanile fino all'esordio in Champions a 18 anni. Dopo alcune prestazioni negative è iniziato tutto, un infortunio mi ha tolto continuità e le cose non andavano bene, era finito un ciclo. Una parte della tifoseria e della stampa mi aveva individuato come il colpevole di quella situazione, aspettavano un minimo errore per criticarmi, i miei social si riempivano di insulti e cattiverie. Eppure mi ero sempre comportato bene, non sono mai riuscito a darmi una spiegazione. Quel sogno che avevo da bambino era diventato un incubo, la fascia era solo un altro pretesto per attaccarmi. Ero diventato il capro espiatorio, per fortuna tra i tifosi c'era anche chi mi sosteneva".