L’episodio del 40' minuto di Milan-Inter racconta molto del momento di Rafael Leao e di una Serie A sempre più organizzata ma con meno uno contro uno

Milan, con Allegri Leao è leader e segna anche di più (screen Gazzetta.it)

Milan, con Allegri Leao è leader e segna anche di più

C’è un momento di Derby della Madonnina vinto 1-0 dal Milan che racconta molto più del risultato finale. Al minuto 40, i rossoneri riescono finalmente a isolare Rafael Leao sulla corsia sinistra. Davanti a lui c’è soltanto Akanji, mentre alle spalle del difensore nerazzurro si apre un’enorme prateria di campo. È la situazione ideale per un giocatore con la velocità e lo strappo del portoghese. Eppure, invece di puntare l’uomo, il numero 10 rossonero rallenta, protegge il pallone e decide di ricominciare l’azione.

Milan-Inter, Leao che succede?

Quella scelta ha spento uno dei rari momenti in cui la partita poteva davvero accendersi. Nel derby tra Milan e Inter, l'esterno portoghese era l’unico tra i ventidue calciatori in campo in grado di cambiare ritmo con una giocata individuale, eppure la situazione è stata gestita con prudenza.

Milan-Inter, Leao e il dribbling perduto: una tendenza preoccupante

Il gesto racconta anche qualcosa del percorso recente di Leao: da alcune stagioni il suo rendimento come dribblatore puro è in calo. Al netto di una condizione ancora non brillante del numero 10 rossonero, le richieste tattiche di Allegri e una posizione sempre più centrale lo portano a interpretare il gioco in modo diverso, privilegiando la gestione del possesso rispetto all’azione individuale.

L'uno contro uno sta diventando sempre più raro

Ma il caso del portoghese è anche il riflesso di una tendenza più ampia. In Serie A il dribbling è diventato meno centrale rispetto al passato. Il campionato resta organizzato e tatticamente evoluto, ma spesso fatica ad accendersi proprio perché sono sempre meno i giocatori capaci di rompere l’equilibrio con una giocata personale.

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L’azione del minuto 40 non è quindi soltanto un episodio isolato. È l’immagine di un derby controllato e ragionato, ma anche il simbolo di un calcio in cui l’uno contro uno è sempre più raro. E quando anche un talento come Leao rinuncia a provarci, la partita perde inevitabilmente una parte della sua magia.

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