PIANETAMILAN news milan ultime notizie Milan, attacco in tilt: zero gol e identità sparita. Allegri, devi intervenire

ULTIME MILAN NEWS

Milan, attacco in tilt: zero gol e identità sparita. Allegri, devi intervenire

Milan, attacco in tilt: zero gol e identità sparita. Allegri, devi intervenire - immagine 1
Milan, che succede in attacco? I dati preoccupano. Niente più gol e identità offensiva: l'analisi post Napoli
Alessia Scataglini
Alessia Scataglini

C'è una piccolo filo rosso che unisce le recenti sconfitte del Milan: pochissime occasioni da gol create, zero reti e disattenzioni che possono compromettere un match. E' questo quello che è successo durante le partite con Parma, Lazio e Napoli. Tre gare diverse, ma allo stesso tempo uguali. Il Milan di Allegri, partito a razzo e tornato alla 3 posizione dopo mesi e mesi, sta perdendo la propria identità offensiva.

Usato fino da inizio stagione, il 3-5-2 non sta più dando i suoi frutti: niente più equilibrio e poco peso in attacco. I numeri, infatti, iniziano a far preoccupare. Il Milan, in attacco, dispone di ben 6 giocatori: Christopher Nkunku, Niclas Fullkrug, Santiago Gimenez, Rafael Leao e Christian Pulisic. Nessuno di questi 5, a ben 7 giornate dalla fine, è andati in doppia cifra.


Lo stesso Pulisic, partito nel migliore dei modi, non segna dal 28 dicembre 2025, in occasione della gara contro il Verona, vinta poi 3-0. Nelle ultime 3 sconfitte, i rossoneri hanno perso 1-0 (contro Parma, Lazio e, per l'appunto, Napoli) senza segnare neanche un gol. Il Milan in partita 'non crolla', ma basta una piccola disattenzione per andare in negativo e, una volta sotto, non avere le giuste armi per ribaltarla.

I dati

—  

Rivolgendo la mente al girone di andata, i rossoneri erano rimasti a secco soltanto contro la Juventus, un solo episodio isolato. Ad oggi la storia è ben diversa. il Milan sta avendo non poche difficoltà a creare e a concretizzare. Anche contro gli azzurri ieri sera, i rossoneri non sono riusciti a creare abbastanza.

Con l'attuale sistema di gioco, l'attacco non rende più: Leao è costretto a partire in un ruolo che non è il suo naturale (ricordiamo che, nell'anno dello scudetto, il portoghese ha sempre giocato come esterno, no come punta centrale), mentre Pulisic non ha più la stessa libertà di prima nell'attaccare l'area avversaria, sentendosi schiacciato. Meno uno contro uno, meno profondità, meno gol, questo è il risultato.

Il paradosso è molto evidente: il Milan resta comunque una squadra solida, in 31 giornate sono stati incassati 24 gol avendo la seconda miglior difesa del campionato, ma sta perdendo davvero tanto terreno in attacco: l'Inter, per esempio, ha registrato ben 71 gol.

I segnali sono ben chiari, ed è il momento di intervenire. Nel calcio non bastano le difese di ferro, se non segni, ovviamente, perdi.