La gestione RedBird e il ruolo di Furlani
—Dal passaggio di proprietà da Elliott a RedBird nel 2022, il club ha intrapreso un percorso di rinnovamento radicale. È stato speso quasi mezzo miliardo di euro sul mercato, sono stati rivoluzionati i vertici dirigenziali: via Paolo Maldini e Frederic Massara, promossi Moncada come direttore tecnico e D’Ottavio come direttore generale, poi sostituito da Igli Tare. Tutto questo per vincere un solo trofeo, la Supercoppa Italia dello scorso anno.
L’unica figura rimasta sempre al centro è Giorgio Furlani. Anzi, con il tempo il suo peso decisionale è cresciuto. L’amministratore delegato, subentrato a Ivan Gazidis, è diventato il riferimento operativo della gestione RedBird. I tifosi, però, contestano una linea ritenuta troppo orientata ai bilanci e poco ambiziosa sul piano sportivo. Una squadra con 7 Champions League in bacheca dovrebbe puntare stabilmente ai massimi traguardi, in Italia e in Europa.
La petizione dei tifosi e la contestazione della Curva Sud
—Negli ultimi giorni è stata lanciata una petizione su Change.org per chiedere le dimissioni di Furlani. Oltre 18.000 firme raccolte nelle prime 24 ore, con numeri destinati a crescere. Anche la Curva Sud ha deciso di unirsi alla contestazione: prima della sfida contro l’Atalanta, in programma domenica alle 20:45 a San Siro, sono previsti cori contro l’amministratore delegato. Durante la gara, però, il sostegno alla squadra non mancherà, vista l’importanza della partita nella corsa Champions.
Il messaggio della tifoseria è chiaro: per cambiare davvero bisogna intervenire ai vertici. Non basta individuare un singolo responsabile in campo o in panchina. Puntare il dito contro Leao può essere semplice e mediaticamente efficace, ma rischia di spostare l’attenzione dal cuore del problema. Il Milan ha bisogno di una visione forte, coerente e soprattutto ambiziosa. Di una cultura sportiva capace di coniugare sostenibilità e competitività. Se "il pesce puzza dalla testa", come si dice in questi casi, allora la riflessione deve partire dall’alto. Non dal talento che, con tutti i suoi limiti, continua a rappresentare uno dei pochi giocatori di livello della rosa rossonera.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
/www.pianetamilan.it/assets/uploads/202605/69bd0afb67b06cee820639e0a3a986f8.jpg)