Francesco Camarda, classe 2008, attaccante del Milan in prestito al Lecce, nelle scorse settimane si è procurato un serio infortunio alla spalla. Avrebbe dovuto scegliere tra operazione e terapia conservativa. Ecco la decisione del giovane bomber
In occasione di Lecce-Roma 0-2 dello scorso 6 gennaio, allo stadio 'Via del Mare', l'attaccante Francesco Camarda, classe 2008, ha rimediato un infortunio alla spalla destra. Il Lecce, in un comunicato, aveva annunciato per il giocatore, in prestito dal Milan con diritto di riscatto in favore dei salentini e contro-riscatto in favore dei rossoneri, uno stop di circa 15 giorni.
Camarda, nelle intenzioni del club giallorosso, avrebbe dovuto saltare in pratica soltanto le gare contro Inter, lo stesso Milan e Torino. In realtà, l'infortunio è più serio di quanto previsto e richiederà - al contrario di quanto dichiarato ieri sera, nel pre-partita di Milan-Lecce a 'San Siro', dal Presidente Saverio Sticchi Damiani - più tempo per dirsi superato. E, a quanto pare, un intervento chirurgico.
È quanto afferma Luca Bianchin, giornalista de 'La Gazzetta dello Sport', in un post pubblicato sul suo account ufficiale del popolare social network 'X'. "Francesco Camarda ha deciso: si opererà alla spalla infortunata. Niente terapia conservativa". Bianchin ha poi aggiunto: "Ancora da definire il tesseramento per i prossimi cinque mesi tra Milan e Lecce". Già, perché è da capire, ora, quale club dovrà seguire il percorso riabilitativo del giocatore verso il completo recupero.
Il Lecce, che ne detiene il tesseramento in questa stagione o il Milan proprietario del cartellino? Se per la 'rosea' la questione tra le parti è ancora da risolvere, per 'Calciomercato.com', in realtà, sarebbe già tutto deciso. Dal summit di ieri sera a 'San Siro' dopo la partita, Milan e Lecce avrebbero convenuto di rispettare l'accordo vigente e, pertanto, fino al prossimo 30 giugno, per 'CM.com', Camarda rimarrà in Salento per curarsi e tornare in campo con i giallorossi quando avrà lasciato l'infortunio alle spalle.