Dal match del 15 marzo contro la Lazio fino alla sconfitta interna finale contro il Cagliari (1-2), la squadra guidata da Massimiliano Allegri ha collezionato 6 sconfitte in 10 partite, raccogliendo appena 10 punti complessivi.
I numeri dell'implosione: la fine della solidità difensiva
—A salvare il club dal totale naufragio europeo è stata unicamente la striscia iniziale di 24 risultati utili consecutivi ottenuti tra agosto 2025 e febbraio 2026. Il "cuscinetto di sicurezza" accumulato nella prima parte di campionato ha garantito l'accesso alla zona Europa League. Una consolazione minima per le ambizioni della proprietà RedBird che, infatti, ha mandato via tutti tra dirigenza e staff tecnico.
Il crollo verticale è coinciso con la perdita della solidità difensiva, storicamente il marchio di fabbrica delle squadre di Allegri. Nei due mesi decisivi, il Milan ha mostrato una preoccupante fragilità strutturale, evidenziata dai pesanti passaggi a vuoto - tutti in casa - contro Udinese (0-3), Atalanta (2-3) e Cagliari (1-2).
L'analisi tattica del post-partita
—Nelle ultime uscite stagionali, la squadra ha smarrito identità tattica e distanze tra i reparti. La difficoltà cronica nella costruzione della manovra e le ripetute ingenuità individuali in fase di non possesso hanno annullato anche il momentaneo sollievo del successo esterno a Genova della penultima giornata che sembrava aver riaperto i giochi per la Champions.
Come ammesso dallo stesso staff tecnico nel post-partita contro il Cagliari, il verdetto del campo rispecchia fedelmente i valori espressi nel girone di ritorno. Un Milan da 28 punti in metà campionato (a fronte dei 42 conquistati nel girone d'andata) non avrebbe potuto sostenere i ritmi delle concorrenti per l'Europa che conta.
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