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Adrian Galliani: “Lupi è il miglior tecnico che abbia mai avuto. Su mio nonno…”

Adrian Galliani (credits: nottinghamforest.co.uk)

Adrian Galliani, neo giocatore del Nottingham Forest, nipote del dirigente Adriano, ha rilasciato alcune dichiarazioni a tuttomercatoweb.com

Salvatore Cantone

NEWS MILAN - Adrian Galliani, nipote di Adriano, ex amministratore delegato del Milan, ieri è diventato ufficialmente un nuovo giocatore del Nottingham Forest. Galliani, intervenuto ai microfoni di tuttomercatoweb.com, ha parlato del suo passato nelle giovanili del Milan: "Ho fatto un anno e mezzo da tesserato, tre anni in totale. Ho avuto a lungo mister Lupi, il migliore mai avuto, ho una stima per lui incredibile".

Sulla sua carriera calcistica: "La mia avventura è iniziata tardi. A tredici-quattordici anni, nella squadra del mio quartiere a Londra. E' andata bene, il Reading mi ha offerto un provino e sono rimasto lì. Poi sono andato in Italia, al Milan, tre anni e uno e mezzo di tesseramento. In mezzo gli States e ancora Londra, al Watford, in estate. Come mai così tardi? Ho abitato tanti anni negli Stati Uniti, giocavo a baseball, football e basket. Ero concentrato su quelli sport ma avevo una passione di famiglia per il calcio. Sono venuto in Inghilterra, poi, mi sono trasferito coi genitori a Londra e ho iniziato con la mia passione".

Sul Nottingham: "Sono qui da ottobre ma avendo già avuto un tesseramento, non potevo firmare. Mi hanno chiesto di restare dopo un provino, adesso inizia ufficialmente l'avventura. E' una bella città, carina, giovane, universitaria"

Su che tipo di calciatore è: "Gioco a centrocampo, più o meno dappertutto e di recente gioco anche da terzino. Non sono un difensore puro, spingo, tengo la palla, la porto vanti. Qui a Nottingham giochiamo coi mediani, non col 4-3-3, così gioco sull'esterno: da ala o da terzino di spinta".

Sul suo cognome: "In Inghilterra non me lo fanno pesare. Quasi zero. Qui sono Adrian, più che Adrian Galliani. Mister e dirigenti sanno chi è mio nonno, però la gran parte dei compagni e degli avversari no (ride, ndr). La situazione è tranquilla, mi hanno accolto bene. Sono felice. In Italia è diverso. Ho sentito tanto la parola 'raccomandato', ma chi ti vuol buttare giù non va da nessuna parte. Qualche volta mi ha colpito ma poi ho capito che la cattiveria della gente non deve ferirti".

Sul futuro: "Spero di continuare qui, di avere una chance in prima squadra. Voglio migliorare ogni giorno, essere la miglior persona e il miglior calciatore possibile. La mia speranza è quella di giocare coi big del Nottingham, in ogni caso"

Sul nonno Adriano: "Se l'ho sentito? Confesso, era una delle persone più felici. Il percorso non è stato facile ed è ancor più bello. Nel gruppo del Milan non ero di quelli visti meglio, quando ha scoperto del mio trasferimento qui era felice. Mi ha aiutato sempre tanto coi suoi consigli, non posso che ringraziarlo". Intanto il Milan pensa a un nuovo dirigente, continua a leggere >>>

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