"La via del gioco è quella che propone il merito", ha sentenziato Adani. "Se speculi, galleggi e ti appoggi su un Paese pieno di venditori di fumo che racconta che basta vincere oggi senza pensare al domani, alla fine cadi. Arriva la resa dei conti".
E poi ancora. "Il Milan ha scelto un allenatore che da sette anni non produce più un calcio di proposta e non ha una cultura del lavoro volto alla crescita, da sette anni; con una partita a settimana, sei calato e hai perso il controllo”.
I numeri della crisi: la picchiata del girone di ritorno
—Le critiche sull'assenza di una cultura del lavoro orientata alla crescita trovano conferma nei dati macroscopici della seconda metà di campionato. Il Milan ha subito un'involuzione fisica e strategica inspiegabile per una squadra impegnata in una sola partita a settimana.
Il bilancio del girone di ritorno certifica la crisi profonda:
Il richiamo alla storia: dal Milan di Sacchi al "circo" moderno
—Adani ha tracciato un parallelismo impietoso tra la gestione attuale (definita "un circo") e la gloriosa tradizione calcistica del club. Il Milan dei successi globali si è sempre contraddistinto per il dominio del campo e lo spettacolo, concetti antitetici rispetto alla proposta odierna.
"Il Milan è storia e, da quando ci sono stati Berlusconi e Sacchi, è stato anche spettacolo", ha ricordato l'ex difensore. "Bisogna ripristinare questo standard velocemente e privarsi di chi nel 2026 fa ancora il furbo. Il Milan ha vinto in un modo all'andata ma ha perso al ritorno perché non ha mai capito come faceva a vincere. Tutti hanno fatto calcio a San Siro e hanno buttato i rossoneri fuori all'ultima curva. L'esclusione dalla Champions è meritata".
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