Il proprietario del Milan non ha gradito l'atteggiamento al Mapei Stadium: focus su Gonçalo Ramos, Adrien Rabiot e gli errori arbitrali di Francesco Fourneau

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Il Milan di Rúben Amorim non è andato oltre l'1-1 in casa del Sassuolo nel match valido per la sesta giornata di Serie A 2026-2027. Una partita che ha dimostrato – di fatto – come i rossoneri siano ancora una squadra in piena costruzione. Un processo perfettamente normale, dopo l'azzeramento dell'intera dirigenza e dell'area tecnica ordinato dal proprietario Gerry Cardinale a maggio e il conseguente lancio di un nuovo progetto sportivo a medio-lungo termine.

L'allenatore portoghese ha sempre dichiarato di voler vedere un Milan dominante, aggressivo, spettacolare e divertente. Per ora, ad onor del vero, quello che si intravede sul terreno di gioco non rispecchia propriamente questa visione. Dominio e spettacolo restano traguardi lontani e ciò che viene a più riprese professato sul nuovo corso rimane, fin qui, soltanto sulla carta. I risultati e la classifica attuale sono accettabili, con 3 vittorie e 3 pareggi in 6 partite (di cui ben 4 giocate in trasferta), ma adesso serve un deciso cambio di passo.

Gerry Cardinale (managing partner fondo RedBird e proprietario AC Milan), qui prima di Sassuolo-Milan 1-1 (Serie A 2026-2027)

La richiesta di Gerry Cardinale: intensità e valorizzazione di Gonçalo Ramos

Come svelato dall'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport in edicola, la proprietà pretende una svolta il più rapidamente possibile. Il fondatore di RedBird vuole un cambio di passo totale: nel gioco, nelle occasioni create, nell'atteggiamento, nell'intensità del pressing e della manovra. A Cardinale, infatti, tanti aspetti del Milan visto al 'Mapei Stadium' non sono minimamente piaciuti. Dalle palesi fragilità difensive – basti pensare all'ennesimo gol incassato su palla inattiva – allo sviluppo di una manovra che non riesce a premiare le qualità del centravanti. Dopo aver speso 74 milioni di euro più bonus per l'acquisto di Gonçalo Ramos, Cardinale vorrebbe che tale investimento iniziasse a portare i suoi frutti in zona gol.

Lo sviluppo di una manovra offensiva produttiva è il problema che, per Amorim, ha la priorità assoluta su tutti gli altri nodi tattici. Le soluzioni di qualità, come Diego Moreira e Christian Pulisic, non mancano di certo al tecnico: contro il Sassuolo hanno avuto il merito di provarci, tanto che, per Cardinale, il belga e lo statunitense sono stati i migliori in campo. Ora, però, devono mettere la loro creatività e la loro qualità al servizio del centravanti portoghese.

I singoli sotto la lente e la furia per l'arbitraggio di Fourneau

Secondo la visione del numero uno di RedBird, il Milan visto contro il Sassuolo per lunghi tratti non è sembrato giocare da squadra: ognuno appariva isolato, intento a giocare un po' per sé. Motivo per cui il patron non salva neanche la prestazione di Adrien Rabiot, nonostante il gol del momentaneo vantaggio rossonero, a causa delle troppe palle perse e di una condizione che lo ha visto spesso in ritardo sulle seconde palle. Di Sassuolo-Milan, l'imprenditore statunitense salva esclusivamente il segmento di partita antecedente all'intervallo, dove il Diavolo ha alzato i giri del motore alla ricerca della rete, ma chiede ai suoi uomini molta più incisività. Una cattiveria da mostrare anche e soprattutto sui calci piazzati, viste le difficoltà attuali nello sviluppo di una manovra corale fluida. Oltre alla prestazione della squadra, Cardinale non è rimasto affatto soddisfatto dell'arbitraggio di Francesco Fourneau. Per il proprietario del Milan, il fischietto romano è stato colpevole di due gravi sviste: un mancato calcio di rigore per un contatto su Koni De Winter e la mancata espulsione diretta di Armand Laurienté per un brutto intervento sulla gamba del difensore Mario Gila. Gli impegni ravvicinati per rialzare la testa e ritrovare la vittoria non mancano: ora spetta ad Amorim e alla squadra accontentare le richieste del patron.

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