Sacchi: “Blackout del Milan: spirito di gruppo da non perdere mai” | News

Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan, ha analizzato le motivazioni che hanno portato al crollo di sabato sera in casa dello Spezia. Ecco la sua analisi

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Arrigo Sacchi AC Milan

Milan: secondo Sacchi va ritrovata l’idea di collettivo

 

Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan, ha analizzato le motivazioni che hanno portato al crollo di sabato sera in casa dello Spezia. Ecco la sua analisi sulle colonne de La Gazzetta dello Sport in edicola questa mattina.

Blackout Milan. I rossoneri hanno perso e sono stati travolti dall’uragano Spezia, guidato magistralmente da Vincenzo Italiano. Può capitare. Molti di loro erano reduci da lunghe assenze ed erano appena tornati in campo. Era impensabile che fossero già al top della forma, così come si può giustificare l’affaticamento di chi ha giocato sempre. Forse i ragazzi di Stefano Pioli hanno sottovalutato il livello di difficoltà che avrebbero incontrato”, ha spiegato Sacchi sul Milan.

“Lo Spezia è formato da un gruppo di sconosciuti, esordienti in Serie A che, però, stanno giocando un calcio ricco di conoscenza, innovazione e coraggio. Lo Spezia ha messo in difficoltà il Milan utilizzando quelle stesse armi che hanno consentito ai rossoneri di andare oltre le speranze e le aspettative di tutti. Gli uomini di Italiano hanno aggredito i milanisti con un pressing furioso sviluppato per tutti i 90 minuti, grazie ad una squadra che si è mossa come un rullo compressore compatto”, ha incalzato Sacchi sul Milan.

“Solo in questo modo hanno potuto compiere questa impresa, aumentando pressing, raddoppi e anticipi. La continua collaborazione e comunicazione ha consentito la moltiplicazione delle loro forze e delle loro scelte. Si è assistito ad un incontro di una squadra di undici contro un gruppetto di rossoneri. Risultato: non c’è stata partita. Lo Spezia ha giocato a ritmi infernali per il nostro campionato: se è difficile metabolizzare le sconfitte, non è da meno metabolizzare le vittorie”.

“I rossoneri sono stati fino ad oggi la grande sorpresa del campionato. Hanno giocato un ottimo football grazie alla volontà ed all’entusiasmo di tutti e grazie allo splendido collettivo creato ed organizzato da Pioli. Calciatori che fino all’anno scorso avevano convinto meno si sono trasformati in poco tempo, raggiungendo vertici inaspettati. Il collettivo li ha aiutati e ha permesso di nascondere l’inesperienza grazie ad una maggiore collaborazione e comunicazione in campo”, la convinzione del ‘Profeta di Fusignano‘.

“Si sono bruciate le tappe. I vari Franck Kessié, Ismaël Bennacer, Rafael Leão e Davide Calabria sono apparsi trasformati e sono diventati ottimi calciatori. Tutti hanno usufruito della sinergia che i compagni elargivano a piene mani. Puoi avere i migliori giocatori al mondo, ma se non posseggono una forte motivazione, un elevato spirito di squadra ed un gioco che li guidi, quella squadra varrà poco”, la teoria di Sacchi sul Milan di Pioli.

“Può capitare, quando si vince, di cadere nella precarietà delle vittorie. Che significa credersi invincibili: ecco, in quel momento si romperebbe l’idea di collettivo. Fare squadra è una delle cose più improbabili nel nostro Paese in tutti gli ambiti. Peccato, sarebbe la più importante. Romain Rolland, filosofo e premio Nobel, diceva: ‘Eroi sono tutti coloro che fanno ciò che possono fare‘. Questo dovrà essere l’obiettivo: avere undici ragazzi che danno tutto seguendo le indicazioni del loro tecnico”, ha concluso l’ex rossonero. Milan e Siviglia combattono per un forte attaccante. Vai alla news >>>

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