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RASSEGNA STAMPA

Milan, quarant’anni dall’acquisto di Berlusconi: l’era che ha reso grande il Diavolo

Redazione PM
Il 20 febbraio 1986, esattamente quarant'anni fa, Silvio Berlusconi diventava proprietario del Milan, aprendo un'epoca straordinaria, con 29 trofei sollevati in 31 anni

L'edizione del 'Corriere dello Sport' oggi in edicola, presenta un'approfondimento sul Milan di Berlusconi. Il 20 febbraio 1986, esattamente quarant'anni fa, la holding di Silvio Berlusconi perfezionava l'acquisto del club rossonero. Con un allenatore ai tempi semi sconosciuto, Arrigo Sacchi, andò incontro a una striscia di successi che cambiarono la storia del calcio italiano. Paolo Berlusconi (fratello di Silvio) e Adriano Galliani furono avvistati per la prima volta a San Siro qualche giorno prima, il 16 febbraio, in occasione di Milan-Como, terminato 1-1, proprio come l'ultimo match del Diavolo.

Milan, il passaggio da Farina a Berlusconi

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'Il CorSport' fu tra i primi, nel dicembre del 1985, a cogliere il senso di quella trattativa. Giovedì 19 dicembre, in una saletta privata del ristorante 'Savini' a Milano, avvenne il primo incontro tra Giussy Farina e Silvio Berlusconi. I due ordinarono un caffè e un Campari, promettendosi di raggiungere in fretta un accordo. Furono di parola: esattamente due mesi dopo, l'affare era concluso.

L'era di Fininvest portò con sé una grande trasformazione. Il calcio spettacolare di Arrigo Sacchi valse al Milan l'etichetta di squadra del secolo per l'Uefa. La targhetta è gelosamente custodita dall'ex allenatore rossonero nella sua abitazione a Fusignano.

L'era di Berlusconi

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Attorno ai talenti del settore giovanile, come Franco Baresi e Filippo Galli, si aggiunsero campioni sottostimati come Donadoni e un trio di olandesi destinato a fare la storia del Milan: Van Basten, Gullit e Rijkaard. L'organigramma dirigenziale era ridotto: il presidente Silvio Berlusconi, suo fratello Paolo come vice-presidente, Adriano Galliani amministratore delegato dell'area sportiva, Giancarlo Foscale ad della parte finanziaria, Ariedo Braida ds e Silvano Ramaccioni team manager.


L'altro segreto fu la continuità. Sacchi rimase per quattro anni, Capello per cinque più uno, Ancelotti addirittura per otto di fila: un record. Nel frattempo la collezione di fuoriclasse: Baggio, Weah, Savicevic, Kakà, Shevchenko, Seedorf, Ibrahimovic, Thiago Silva. L'ultimo trofeo dell'era Berlusconi fu la Supercoppa italiana del 2016, arrivata grazie alle prodezze di un giovanissimo Gigio Donnarumma, uno degli ultimi esponenti della miniera d'oro del settore giovanile rossonero.