Il centrocampista ha saltato sette partite di campionato (escludendo le prime due, quando non era ancora in rosa), e il bilancio è modesto: due vittorie, quattro pareggi e una sconfitta. La media punti si ferma a 1,42 a gara, ritmo da squadra di metà classifica, lontano dalle ambizioni di vertice.
Con Rabiot in campo cambia tutto
—Il confronto con le partite disputate dal francese è netto. Nelle 20 gare in cui è sceso in campo, il Milan ha raccolto 14 vittorie, 5 pareggi e una sola sconfitta. La media punti sale a 2,35: numeri da corsa scudetto.
L’impatto è ancora più evidente se si considera la continuità: 19 volte titolare e una sola partenza dalla panchina. Non è un caso che proprio quella gara, a Firenze, sia terminata in pareggio. Con Rabiot, il Milan guadagna quasi un punto in più a partita.
Il leader che Allegri cercava
—Il legame tra Allegri e Rabiot è profondo. L’allenatore lo ha voluto con forza dopo il ko della prima giornata e oggi ne raccoglie i frutti. Lo stesso tecnico ha sottolineato pubblicamente la crescita del giocatore, maturata anche nell’esperienza al Marsiglia con Roberto De Zerbi.
Rispetto agli anni alla Juventus, il francese appare più completo e incisivo. Non solo equilibrio, ma anche leadership e continuità ad alto livello.
A nove giornate dalla fine, il ritorno di Rabiot può essere il vero punto di svolta. Il Milan riparte da lui, dal suo equilibrio e dalla sua capacità di trascinare la squadra: perché i numeri, questa volta, non lasciano spazio a interpretazioni.
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