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RASSEGNA STAMPA

Stramaccioni: “Leao l’uomo decisivo. Allegri ha riportato la mentalità da grande squadra”

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Andrea Stramaccioni, opinionista sportivo, è stato intervistato dai microfoni di Tuttosport: le parole sul derby tra Milan ed Inter
Alessia Scataglini
Alessia Scataglini

Andrea Stramaccioni, opinionista sportivo, è stato intervistato dai microfoni di Tuttosport, oggi in edicola, per parlare del big match di domenica sera: il derby tra Milan ed Inter. L'opinionista sportivo di DAZN ha voluto soffermarsi sui rossoneri, parlando di chi potrebbe essere l'uomo decisivo per la partita, per poi arrivare a parlare sul merito più grande di Massimiliano Allegri, allenatore rossonero. Ecco, di seguito, le sue parole:

Milan, senti Stramaccioni

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Chi può essere l’uomo decisivo per il Milan? 

«Io dico Leao, nonostante prestazioni altalenanti in questa stagione mi sono piaciute due cose di lui: lo spirito con cui si è messo al servizio del nuovo allenatore in un ruolo che espone le sue abilità a situazioni a lui non congeniali e i nove gol in 1.324 minuti appunto in un ruolo non suo. E in più comincia a comunicare anche diversamente verso l’esterno».


I momenti chiave del match:

«A centrocampo si giocherà una fetta importante dell’esito della sfida: all’andata Modric, Rabiot e Fofana disputarono una gara perfetta. Sicuro lo scontro più affascinante sarà li nel mezzo. Una mini partita... nella partita».

Cosa ha insegnato all’Inter la sconfitta dell’andata? 

«Che il Milan di Allegri ,soprattutto contro una squadra che fa la partita, tende a esaltarsi trovando più spazi in transizione. Il gol dell’andata è stato generato proprio da una ripartenza micidiale conclusa da Pulisic, anche se va detto che l’Inter fece bene ma si scontrò contro uno strepitoso Maignan e ha colpito due pali».

Leao arrivato a piena maturazione? 

«È uno dei cinque rimasti dallo scudetto insieme a Tomori, Maignan, Gabbia e Saelemaekers, è sicuramente diverso negli atteggiamenti e vedo una leadership di gruppo molto più spiccata. Magari differente da tanti altri leader nei modi e nelle forme ma lo vedo molto diverso in positivo». Cosa manca al Milan per completare la rosa? 

«È un discorso da sviluppare intorno alle idee dell’allenatore. Allegri confermerà questo impianto di gioco tattico con la difesa a 3 ? O “tornerà” a un Milan con la difesa a 4 e due ali? Anche perché in base alla direzione tattica cambieranno e non poco le scelte. Perché se è vero che per l’attuale centrocampo “l’abito tattico” cambia poco, ritengo che difesa ed attacco vadano implementati in maniera mirata con giocatori con caratteristiche “su misura” per il sistema base che si sceglierà».Qual è stato il maggior merito di Allegri in stagione? 

«Aver riportato mentalità da grande squadra , aver voluto giocatori carismatici in campo e fuori come Modric e Rabiot, e infine aver trasmesso nuovo entusiasmo al popolo rossonero. Come primo anno difficile fare meglio. Ora il Milan deve blindare la Champions il prima possibile e porre le basi per un grande futuro».

Dove il Milan poteva fare di più? 

«Sul livello di prestazione. Spesso troppo altalenante anche all’interno della singola gara e pur essendo senza coppe europee. E poi tanta, troppa fatica con le squadre della parte destra della classifica. Al contrario dell’Inter che sta dominando il campionato proprio grazie a un percorso perfetto contro le piccole».