Milan, situazione intricata: Rangnick alle porte, ma i risultati di Pioli …

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS – Il tedesco Ralf Rangnick, per Elliott, è la guida del nuovo corso del Milan. Nel frattempo però Stefano Pioli ha preso a volare

di Daniele Triolo, @danieletriolo
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ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS – ‘La Gazzetta dello Sport‘ in edicola questa mattina ha ricordato come, da qualche anno a questa parte, l’estate sia un periodo di rivoluzione in casa Milan e difficilmente questa volta si farà un’eccezione. Certo, si tratta di un’estate insolita, con il campionato che termina ad agosto, il calciomercato posticipato, l’inizio della nuova stagione che è praticamente già imminente.

Elliott Management Corporation, l’hedge fund che detiene la proprietà del Milan, come noto, ha scelto il tedesco Ralf Rangnick come guida del nuovo corso della squadra rossonera ma, ha sottolineato la ‘rosea‘, oggi, all’interno del club di Via Aldo Rossi, ci sarebbe una corrente di pensiero che, giorno dopo giorno, si va rafforzando. Un’idea legata ad un possibile pentimento in merito la distruzione dell’attuale base per dare il via all’ennesima ricostruzione.

La prossima partenza sarà radicale, con la speranza che riporti il Milan in Champions League. E sarà drastico l’avvicendamento in panchina, con il passaggio da Stefano Pioli, tecnico con alle spalle dodici campionati di Serie A, al già citato Rangnick, un debuttante assoluto nel nostro calcio. Da un allenatore che valorizza la rosa che la società gli mette a disposizione ad uno, invece, che sceglie il materiale umano e lo ‘plasma’ secondo il suo credo calcistico.

Il Milan, giova ricordare, ha scelto Rangnick da tempo, puntando su questa figura internazionale come garante di un ritorno nell’Europa che conta: un’aspirazione legittima che Elliott aveva maturato mesi fa, quando la squadra di Pioli faticava a decollare. Ora, però, nel calcio post lockdown, tutto sembra essere cambiato: 6 vittorie e 2 pareggi in 8 gare per il Milan dell’allenatore emiliano e ben 25 reti realizzate con 12 marcatori differenti.

Pioli aveva bisogno di tempo, aveva chiesto tempo. Ed il tempo gli sta dando ragione. La stima per Rangnick non è in discussione, ha evidenziato ‘La Gazzetta dello Sport‘: in queste settimane il tedesco ha mantenuto i contatti con il Diavolo e la nuova base si sta già componendo. Anche l’accordo contrattuale è definito: Rangnick sarà rossonero per i prossimi tre anni e, magari, anche per quelli successivi, qualora il progetto giovani che ha in mente Elliott si rivelerà vincente.

Esisterebbe un vincolo tra le parti, rivelato prima di tutti da ‘L’Équipe‘, che prevederebbe un pagamento di una penale di 2 milioni di euro da parte del Milan in caso di rinuncia all’ingaggio di Rangnick. Un prezzo altissimo per liberarsi dall’impegno. Quindi, Elliott porterà avanti il suo piano delineato ma, ha sottolineato la ‘rosea‘, se c’è un momento in cui nella testa della proprietà è sorto un dubbio sull’opportunità di rinunciare a Pioli per puntare su Rangnick, quel momento è adesso.

Forse non è proprio un caso che Elliott continui a smentire l’esistenza di contratti firmati con il tedesco e, addirittura, che sia Rangnick il prescelto. Nel frattempo, Pioli ha la possibilità di chiudere la stagione in bellezza. E se la stagione 2020-2021, con Rangnick in panchina, si è interrogata la ‘rosea‘, si aprisse con risultati diversi? Le questioni economiche tengono ancora Rangnick legato al gruppo ‘Red Bullsaranno presto risolte e, dunque, l’ex TSG Hoffenheim, Schalke 04 e RB Lipsia si metterà presto a disposizione del Milan.

In tutto e per tutto: come allenatore e come responsabile dell’area tecnica e sportiva. È assolutamente da escludere la possibilità che Rangnick svolga le sole mansioni di dirigente con piena operatività sul mercato e che Pioli resti l’allenatore del Milan: o uno o l’altro. Rangnick, infatti, vorrà puntare sui propri uomini e sui metodi di lavoro da lui collaudati sul campo e nel tempo. La soluzione della convivenza, tra l’altro, non troverebbe neanche d’accordo Pioli: è un aziendalista, vero, ma necessita di libertà di manovra per lavorare al meglio.

Con Rangnick dovrebbe adattarsi ad una filosofia di calcio che non è la sua, mentre altrove sarebbe di nuovo libero. INTANTO, PERÒ, C’È STATO ANCHE CHI, TRA I CALCIATORI, HA VOTATO PER LA CONFERMA DI PIOLI >>>

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