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Milan, monte stipendi top e risultati flop: solo colpa di Fonseca? Sul tecnico …

AC Milan monte stipendi
Il Milan ha il terzo monte stipendi del campionato dopo Inter e Juventus, ma in classifica è molto distante. La curiosità su Paulo Fonseca
Daniele Triolo Redattore 

'La Gazzetta dello Sport' oggi in edicola, parlando del Milan, ha sottolineato un aspetto particolare sul club rossonero: ovvero il fatto che il Diavolo vanti, in Serie A, il terzo monte stipendi (104 milioni di euro lordi), dietro soltanto a Inter e Juventus. A questo, però, non corrisponde l'andamento della squadra di Paulo Fonseca sul campo, visto che il Milan è soltanto ottavo nella classifica del campionato.

Davanti a sé il Milan ha squadre come Atalanta, Napoli, Lazio, Fiorentina e Bologna che spendono meno dei rossoneri. Il tecnico Fonseca, insomma, non sta facendo rendere al meglio una rosa che costa molto al club. Però, ha evidenziato la 'rosea', andrebbe anche sottolineato come Fonseca, con i suoi 2,5 milioni di euro netti a stagione di stipendio, non sia nella Top 4 degli allenatori più pagati in Serie A.


Milan, monte stipendi sopra i 100 milioni e lontano dalla vetta

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Simone Inzaghi (Inter) e Antonio Conte (Napoli) guadagnano, per esempio, più del doppio di lui e anche Thiago Motta (Juventus) e Gian Piero Gasperini (Atalanta) hanno un ingaggio più alto. Se il teorema 'vali quanto costi', si è domandato il quotidiano sportivo nazionale, fosse sempre corretto, varrebbe la pena chiedersi perché il Milan, con quella rosa e con quel monte stipendi, abbia un allenatore con un salario inferiore ai colleghi delle altre big.

Vero, quando il Milan ha preso Fonseca aveva ancora Stefano Pioli (4,5 milioni di euro netti di stipendio) a libro paga, salvo poi risolvere con lui quando ha accettato la proposta dell'Al-Nassr, nella Saudi Pro League. È bene chiedersi come vengano spesi i soldi, nonostante in Serie A, negli ultimi due-tre anni, ci sono stati tanti casi particolari.

Nel Milan attuale mancano programmazione e progettualità: il punto

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Se in campo, infatti, andasse soltanto il monte stipendi, l’Atalanta e il Bologna non avrebbero mai dovuto giocare in Champions League, il Napoli di Spalletti e il Milan di Pioli non avrebbero mai vinto lo Scudetto e la Juve sarebbe stata padrona del campionato anche nelle ultime stagioni, come nelle nove precedenti.

Il calcio, però, è fatto anche di programmazione, progettualità, serenità e sentimenti. Fattori che incidono sulle squadre tanto quanto talento e tattica e che nel Milan attuale sembrano proprio non esserci. Basti pensare ad un calciomercato estivo da oltre 70 milioni di euro che non ha colmato le lacune in organico. LEGGI ANCHE: Verona-Milan, Fonseca a rischio esonero con un k.o.. Un nome in pole per il 2025 >>>

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