In trasferta il dato è ancora più significativo: appena 10 gol concessi, nessuno ha fatto meglio. Il miglioramento rispetto alla scorsa stagione è evidente e si riflette anche in classifica: un anno fa i rossoneri erano noni dopo 30 turni ed avevano già incassato 35 reti.
Il tecnico rossonero si affida ad una tradizione del nostro calcio: negli ultimi quindici campionati di Serie A, in quattordici casi ha vinto la miglior difesa. Allegri e Conte lo sanno bene: i loro scudetti sono sempre passati da retroguardie blindate.
Gli interpreti: Tomori, Gabbia, Pavlovic e De Winter
—Il reparto si fonda su un blocco praticamente identico a quello della scorsa stagione: Tomori, Gabbia (oggi infortunato), Pavlovic e la new entry Koni De Winter, arrivato dal Genoa per rimpiazzare Thiaw.
L'inglese è stato rigenerato dalla gestione Allegri, il belga ha risposto presente dopo il ko di Gabbia, mentre il serbo garantisce fisicità e aggressività. L’unico neo è il rientro scaglionato dopo gli impegni internazionali, a ridosso della sfida di Napoli.
Maignan e l’equilibrio collettivo
—La solidità nasce anche dal rendimento di Mike Maignan, tornato su livelli altissimi con il lavoro congiunto di Allegri e del preparatore Claudio Filippi.
Davanti alla difesa, la corsa di Adrien Rabiot e il filtro offerto da Luka Modric completano l’equilibrio, insieme ai ripiegamenti di Saelemaekers e Bartesaghi.
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A inizio stagione Allegri parlava di “percezione del pericolo” assente. Oggi quella percezione è diventata sistema. E i numeri confermano la teoria: meno gol subiti, più punti in classifica. Nel calcio italiano, la strada resta quella.
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