Il difensore del Milan si è fermato contro il Sassuolo: rischia l'operazione. Ecco come cambia la difesa di Rúben Amorim

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Matteo Gabbia ACMILAN

Milan, premio 'Gentleman': ecco il discorso di Gabbia | VIDEO

Che l'infortunio accusato da Matteo Gabbia poco prima del 20' del match del 'Mapei Stadium' tra Sassuolo e Milan fosse di seria entità lo si era capito immediatamente. La mazzata definitiva è arrivata nella giornata di ieri, quando il club di Via Aldo Rossi ha comunicato l'esito degli esami strumentali svolti dal difensore centrale classe 1999: "Lesione del muscolo flessore della coscia sinistra con parziale interessamento tendineo". Una diagnosi pesante che costringerà il numero 46 del Diavolo a restare fuori dai giochi per diversi mesi in questa stagione, saltando diversi impegni in Serie A e in Europa League.

Matteo Gabbia (difensore AC Milan)

I tempi esatti dello stop dipenderanno esclusivamente dall'esito del prossimo consulto medico specialistico. In base a questo secondo parere, lo staff sanitario e il giocatore decideranno quale percorso terapeutico intraprendere per il pieno recupero clinico. Le vie possibili per la guarigione di Gabbia sono essenzialmente due: la terapia conservativa o l'operazione chirurgica.

Terapia o intervento chirurgico: il rientro di Gabbia slitta al 2027

La strada della terapia conservativa – basata su trattamenti fisioterapici e riposo – garantirebbe sulla carta tempi di recupero più brevi, ma offre storicamente meno certezze sulla totale tenuta del muscolo flessore nel lungo periodo. L'altra opzione porta inevitabilmente all'intervento chirurgico, una scelta che sposterebbe la data del rientro in campo del calciatore di uno o due mesi più in avanti. Qualunque sarà la decisione finale, ad ogni modo, Gabbia potrà ritrovare il terreno di gioco soltanto a 2027 inoltrato.

Si tratta di una vera e propria disdetta per il centrale italiano, che proprio contro il Sassuolo era alla sua prima presenza da titolare in campionato. Durante la preparazione estiva, infatti, un'infiammazione alla caviglia lo aveva frenato a lungo, permettendo a Koni De Winter di sorpassarlo nelle gerarchie iniziali del tecnico Rúben Amorim. Proprio nel momento in cui il difensore aveva ritrovato la condizione ottimale, è arrivato questo grave problema muscolare a fermarne l'ascesa.

Emergenza in difesa per Amorim: le poche alternative in attesa di gennaio

Senza il centrale italiano, la gestione del reparto difensivo diventa un rebus per Amorim, specialmente con un calendario fitto che prevede impegni ufficiali ogni tre giorni. L'allenatore portoghese sarà costretto a chiedere gli straordinari al terzetto composto da De Winter, Mario Gila e Strahinja Pavlović. Le rotazioni rimaste a disposizione, infatti, non offrono al momento piene garanzie tecniche o di esperienza. Fikayo Tomori, reintegrato in rosa solo a fine calciomercato dopo la bocciatura estiva della guida tecnica, non è mai stato preso concretamente in considerazione. Discorso analogo per il giovane Sankhoun Diawara, arrivato in estate dalla seconda divisione francese e ancora indietro nell'apprendimento dei meccanismi tattici. L'opzione di adattare Davide Bartesaghi come braccetto sinistro nella linea difensiva a tre non è mai stata vagliata dal tecnico, mentre sullo sfondo resta la carta verde Valeri Vladimirov (promettente classe 2008), che potrebbe essere promosso direttamente dalle fila del Milan Futuro. Soluzioni numericamente esigue per affrontare il prossimo ciclo di partite, in attesa che la sessione invernale di mercato a gennaio possa portare rinforzi.

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