Milan al top in Italia rapidamente: ora l’ulteriore salto di qualità | News

Il Milan di Stefano Pioli ha 18 punti in più rispetto l’anno scorso: è la capolista del proprio torneo che è migliorata di più nei Top 5 campionati europei

di Daniele Triolo, @danieletriolo
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Milan, un progetto che sta finalmente dando i suoi frutti

 

La Gazzetta dello Sport‘ oggi in edicola ha dedicato un interessante approfondimento al Milan. Un progetto vincente per il quale, appena un anno fa, l’amministratore delegato Ivan Gazidis chiedeva ai sostenitori rossoneri tanta pazienza ed accorato supporto.

Poi, l’ingaggio di Zlatan Ibrahimović e Simon Kjær, il lockdown, gli stadi chiusi, la conferma di Stefano Pioli e chissà cos’altro ancora, hanno contribuito a creare un clima favorevole intorno la squadra rossonera. Che, alla ripresa del calcio giocato nel giugno 2020, ha iniziato a vincere e non si è fermata quasi più.

In questa stagione, in particolare, il Milan è in testa alla classifica di Serie A sin dall’inizio. Questo nonostante Pioli abbia dovuto fare (troppo) spesso di necessità virtù tra infortuni e CoVid. L’arte di arrangiarsi, però, ha funzionato, visto che il Milan è la capolista del proprio torneo nazionale che, nei Top 5 campionati europei, è migliorata di più rispetto l’anno precedente.

Il Diavolo ha 18 punti in più rispetto la 20^ giornata della stagione 2019-2020, quando Alessio Romagnoli e compagni ne avevano 28. L’Atlético Madrid, in testa alla Liga con 50 punti in 19 giornate, ha un saldo positivo di 15 punti. Poi troviamo il Lille, che, con 48 punti in 22 gare di Ligue 1, ne ha 14 in più. Quindi Bayern Monaco (+6) e Manchester City (+3) in Bundesliga e Premier League.

Il Milan, quindi, viaggia ad un gran ritmo e il ritorno in Champions League, manifestazione alla quale manca dal marzo 2014, sembra davvero vicinissimo. Per far sì che i rossoneri possano centrare l’obiettivo senza troppe difficoltà, a gennaio il fondo Elliott ha lasciato operare la dirigenza in sede di mercato. I Singer hanno aperto il portafoglio e consentito l’ingaggio di Fikayo Tomori, Soualiho Meïte e Mario Mandžukić.

Sembra, dunque, che i tempi quasi ‘biblici’ per la ricostruzione e la rinascita del Milan, tanto temuti dai tifosi, si siano accorciati anche se la proprietà non cambia idea sulla linea da seguire. Rinforzi mirati, con rigida osservazione del rapporto tra costi e ricavi. Perché il Milan deve diventare un’identità sostenibile, che possa auto-finanziarsi o quasi. Poi ci sono le eccezioni, come quella che ha riportato Ibra in rossonero.

Per l’ulteriore salto di qualità, inevitabilmente, ha riferito la ‘rosea‘, si passerà dai rinnovi di contratto di Gigio Donnarumma, Romagnoli, Hakan Çalhanoğlu e dello stesso Zlatan. Per i primi tre, ci sono questioni economiche di non poco conto da risolvere, ma tutti vogliono restare in rossonero. Ed a mercato chiuso, con la Champions in tasca, sarà più facile trovare un accordo. Ibra? Deciderà lui del proprio futuro: ma difficilmente troverà/troverebbe chi gli vuole più bene del Milan.

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