Manchester 2003, le emozioni rossonere di Dida e Serginho

Videochat su ‘Facebook’: i brasiliani Nelson Dida e Serginho hanno ricordato la notte del 28 maggio 2003, finale di Champions League contro la Juventus

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Milan Champions League 2003

NEWS MILAN – Come ricordato dal quotidiano ‘Tuttosport‘ questa mattina in edicola, ieri, sulla pagina ‘Facebook‘ del Milan, c’è stata un’interessante videochat tra i brasiliani Nelson Dida e Serginho, rispettivamente ex portiere ed ex terzino sinistro rossonero, i quali, insieme, hanno rivissuto la notte del 28 maggio 2003, quando il Milan sconfisse ai calci di rigore la Juventus all’Old Trafford di Manchester alzando al cielo la sesta Champions League della sua storia.

“Quell’ultimo penalty, quello di Andriy Shevchenko, è stato un attimo. Quando la palla è entrata, Sheva è corso da me perché sapeva che io avevo fatto la mia parte e lui la sua – ha ricordato Dida -. È stata un’emozione fantastica e potevamo dire a tutti che eravamo i campioni”. Serginho ha proseguito: “Quando Paolo Maldini, il nostro capitano, ha alzato la coppa al cielo, ha lasciato andare tutta la sua emozione, quella tensione che si era tenuto dentro per una settimana intera”.

Serginho ha anche ricordato di aver tirato un calcio di rigore nella serie finale di tiri dagli undici metri: “Io sono sempre stato rigorista, ma quella volta sentivo anche io la tensione, non potevo sbagliare. Per fortuna, quando Dida ha parato il primo rigore mi ha dato più tranquillità prima di tirare”. Dida, tra l’altro, si è detto “sicuro che avrei parato il primo tiro, quello di Alessandro Del Piero, ma non è andata così. È stato più bravo lui”.

Il brasiliano si rifece parando i tiri a David Trezeguet, Marcelo Zalayeta e Paolo Montero. “Sicuramente è stata l’emozione più grande vissuta con il Milan. Prima la semifinale contro l’Inter, la partita contro l’Ajax e la finale contro la Juventus … è stato tutto perfetto. Non potete avere idea della tensione che abbiamo liberato dopo il rigore di Sheva. Ricordo che Adriano Galliani, tutto esaltato, disse ‘Anche io sono brasiliano, è stata una cosa indimenticabile!‘”.

Ma l’emozione più grande l’ha raccontata Serginho: “Quando siamo arrivati a Milano, ed abbiamo visto la felicità dei nostri tifosi in Piazza Duomo, ci siamo resi conto di cosa avevamo fatto …”. SILVANO RAMACCIONI, INVECE, HA RICORDATO LA FINALE DI ISTANBUL 2005 >>>

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