Lukaku a Ibra: “Ti sparo in testa”. Ma per l’Inter “l’audio è imperfetto”

Inter, Romelu Lukaku ha replicato, con rabbia e cattiveria, alla provocazione di Zlatan Ibrahimovic nel derby di martedì. Ma riceve solo coccole

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Lukaku Ibrahimovic Inter-Milan Coppa Italia

L’Inter difende a spada tratta Lukaku: il giocatore è offeso dallo svedese

 

Il derby di Coppa Italia tra Inter e Milan si è giocato martedì. Eppure la rissa verbale tra Romelu Lukaku e Zlatan Ibrahimovic campeggia, ancora, in copertina sui quotidiani sportivi in edicola questa mattina. A distanza di qualche ora, però, i mass media hanno individuato l’unico colpevole di una lite che, guardando le immagini, ha invece coinvolto entrambi.

Non è una sorpresa scoprire come sia Ibrahimovic l’uomo messo alla berlina. Vuoi un po’ per la sua fama di arrogante ragazzo di strada, vuoi un po’ perché talmente tanto forte da doverlo fermare in qualche modo. E se Zlatan, in occasione della stracittadina, ci ha pensato da solo ad eliminarsi facendosi scioccamente espellere dall’arbitro Paolo Valeri, adesso l’opinione pubblica chiede per lui sanzioni esemplari.

Tirando in ballo, persino, la presunta volontà di Ibrahimovic di rivolgere a Lukaku delle offese razziste. Questo perché ha chiamato in causa i riti voodoo della madre, donna di origine congolese. Tutto risale ad un episodio di qualche anno fa. Come raccontato dal patron dell’Everton, ex club di Lukaku, il giocatore rifiutò il rinnovo con i ‘Toffees‘ e spinse per andare al Chelsea poiché mamma Adolphine aveva ricevuto una ‘dritta’ in occasione di un rito voodoo.

Lukaku, poi, si trasferì al Manchester United, ma poco importa. La questione più importante, e che sta passando sotto traccia, è la replica, di rabbia e cattiveria, rivolta dall’attaccante dell’Inter nei confronti di quello rossonero. “I shoot you in the head‘, ovvero ‘ti sparo in testa‘. Una vera e propria minaccia di morte, anche piuttosto palese. Che in un Paese civile verrebbe sicuramente stigmatizzata e sulla quale si indagherebbe.

Invece, come riferito da ‘La Gazzetta dello Sport‘, per l’Inter il fatto non sussiste. L’audio di Lukaku sarebbe imperfetto, non si coglierebbe (tra le parole ‘shit‘, m****a, e ‘shoot‘, sparare, non si riuscirebbe a capire quale delle due sia stata usata) e, pertanto, l’unico colpevole della rissa è Ibrahimovic. Lukaku ieri è rimasto a casa, ha letto il tweet di Ibrahimovic che respingeva al mittente qualsiasi accusa di razzismo e, di comune accordo con l’Inter, ha deciso di non rispondere.

E neanche di puntualizzare l’ultimo labiale di cui sopra. Nulla, questo è quanto filtra dall’entourage del calciatore belga, sarebbe ad ogni modo paragonabile alle offese ricevute da Ibrahimovic, che ha osato toccare mamma Adolphine e che lo ha definito ‘donkey‘, asino. Definizione, per puntualizzare, non di certo inventata da Ibrahimovic, bensì dai supporters del Manchester United, ex club di entrambi.

Lukaku, in Inghilterra, era chiamato così perché, da un lato, faticava a stoppare ed a tenere tra i piedi un pallone e perché, dall’altro, i tifosi dei ‘Red Devils‘ amavano giocare, con i doppi sensi, tirando in ballo gli attributi sessuali del centravanti. Calciomercato Milan, strada in discesa per Thauvin: ecco il motivo >>>

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