Il centrocampista francese, trascinatore nel 3-2 di San Siro con gol e assist, non fa sconti a Daniele Chiffi e ai compagni di squadra: "Noi un crollo di testa"
Milan-Atalanta 3-2: Top e Flop rossoneri, le pagelle della partita di 'San Siro'
Nel successo per 3-2 del Milan sull'Atalanta maturato ieri sera sul prato di San Siro, c'è stato sicuramente un protagonista assoluto capace di rubare la scena: Adrien Rabiot. Il centrocampista francese, classe 1995, si è trasformato in una vera e propria furia agonistica nel corso del match della 7^ giornata di Serie A, scagliandosi prima contro le decisioni del direttore di gara e poi contro l'atteggiamento molle della sua stessa squadra.
Rabiot contro l'arbitro Chiffi: il retroscena tra il giallo e il gol
Il numero 12 rossonero ha vissuto un finale di primo tempo ad altissima tensione emotiva. Al 41', a causa di furiose polemiche per la gestione dei cartellini, ha rimediato un'ammonizione da parte dell'arbitro Daniele Chiffi. In due, lunghissimi minuti lo scontro verbale ha rischiato di costargli caro, tanto che i compagni di squadra Diego Moreira e Luka Modrić sono dovuti intervenire tempestivamente per placarlo, mentre l'allenatore Rúben Amorim gli urlava da bordo campo di usare la testa.
La rabbia si è però trasformata in energia positiva appena 120 secondi più tardi, quando al 43' il francese ha trafitto la retroguardia di Maurizio Sarri siglando il gol del momentaneo raddoppio, il suo quarto centro in sole 7 partite di campionato (impreziosite anche da 3 assist). Nel post-partita, il transalpino ha commentato così il rapporto teso con il fischietto di Padova:
"Avevo sinceramente bisogno di un po' di rabbia, di questa 'roba' per accendermi. L'arbitro in 3 o 4 falli clamorosi commessi su di noi non ha mai tirato fuori il cartellino giallo: ci arrabbiamo sul terreno di gioco perché proviamo a imbastire azioni e ci troviamo di fronte a decisioni palesemente sbagliate. Poi io per primo devo essere freddo, evitare di innervosirmi e non fare polemica. Ma siamo umani ed è normale reclinare a certe ingiustizie".
La strigliata al Milan: "Un secondo tempo così cancella tutto"
Al termine di una prestazione totale in mezzo al campo, Rabiot ha dismesso i panni del calciatore per indossare quelli del leader carismatico, mostrando una forte arrabbiatura per l'ultima mezz'ora di gioco in cui il Diavolo ha rischiato di gettare al vento tre punti ampiamente meritati per i primi 65 minuti.- Il crollo finale: "Abbiamo fatto benissimo all'inizio, ma nell'ultima mezz'ora della partita abbiamo perso completamente il filo del gioco. Questo è un problema grave".
- Il valore della prestazione: "Con un secondo tempo del genere, la prima ora di gioco fatta ad altissimo livello non vale più nulla. Abbiamo vinto, ma non so se meritiamo davvero questo successo".
- L'allarme mentale: "Non è affatto una questione di tenuta fisica, ma di testa. Abbiamo abbassato la concentrazione. Dobbiamo migliorare drasticamente sulla mentalità e anche chi entra dalla panchina deve dare molto di più".
Parole pesanti che certificano lo status di leader vero di un giocatore esperto che ha vinto tutto in carriera. Rabiot non si accontenta della vittoria sofferta, ma pretende la perfezione assoluta per permettere al Milan di Amorim di lottare stabilmente per i vertici della classifica.
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