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Tonali: “Tifo Milan, idolo Gattuso. Dove andrò? Penso al Brescia, poi …”

Daniele Triolo

Sandro Tonali, classe 2000, gioiello del Brescia di Massimo Cellino, ha rilasciato una bella intervista al 'Corriere della Sera': le sue dichiarazioni

"NEWS BRESCIA - Sandro Tonali, classe 2000, gioiello del Brescia di Massimo Cellino, ha rilasciato una bella intervista al 'Corriere della Sera' oggi in edicola. Queste le dichiarazioni più interessanti di Tonali:

"Su Cellino che considera la stagione conclusa: "Sto con il Presidente. Giocheremo solo se e quando sarà davvero possibile, non un giorno prima. Si è giocato anche troppo, prima di interrompere. Ricordo l’atmosfera surreale della partita contro il Sassuolo, l’ultima. Non aveva senso. Qui parliamo di morti, di ospedali, di salute. Il pallone è una festa. Io posso anche essere pronto a giocare, ma la gente lo è? Festeggiare per un gol? Arrabbiarsi per una sconfitta? Con quello che sta succedendo? Non scherziamo. La mia famiglia è a Lodi, io vivo a Brescia. Non vedo il mio papà e la mia mamma da due mesi. Il calcio è una cosa, la vita vera un’altra. E lo dice uno per il quale il calcio è tutto, un sogno che si sta avverando".

"Su chi pensa sia una mossa di convenienza perché il Brescia è ultimo in Serie A: "Io non voglio nessun regalo. Siamo dove siamo perché ce lo meritiamo. Ma la salute viene prima di tutto. Quando si potrà giocare, giocheremo. A porte chiuse, se così si deciderà. Ma, vedrete, sarà un altro Brescia. Perché giocheremo anche per chi sta soffrendo, per chi ha perso un nonno o un papà, per chi allo stadio non ci sarà. Daremo quello che non siamo riusciti a dare fin qui. Perché solo chi vive a Brescia o Bergamo sa quello che stiamo passando. È come la guerra. Da fuori forse non si può capire. Ma credo che tutti usciremo migliori da questa emergenza mondiale".

"Su cosa sta imparando dalla quarantena: "A dare il peso giusto alle cose. Abito a Cellatica, un paese appena fuori Brescia. Qui si sentono ambulanze a tutte le ore del giorno e della notte, gli ospedali sono in una situazione drammatica. Ho la foruna di poter stare accanto alla mia ragazza. Stiamo insieme da cinque mesi. Uno, passato in quarantena. Ieri abbiamo costruito un campo da tennis in giardino, mettendo la rete, tracciando le righe. Per fortuna abbiamo uno spazio grande".

"Sul taglio degli stipendi ai calciatori: "Ognuno deve fare la sua parte".

"Su dove andrà nel prossimo calciomercato: "Non ci penso, non m’importa, non ora. E non lo dico così, per sviare. A me interessa chiudere al meglio la stagione, perché sento di avere ancora molto da dare al Brescia e a Brescia, che ha creduto in me. Poi, vedremo".

"Su Cellino che dice che non è in vendita neanche per 300 milioni: "Il Presidente mi vuole bene, come a un figlio. E io voglio molto bene a lui, mi dà sempre consigli importanti. Non lo so, sono un sacco di soldi. Un po’ fa effetto sentire certe cifre, ma io sono sempre abbastanza calmo e sereno, è una mia qualità".

"Sul suo tifo per il Milan, nonostante lo abbia scartato ai provini: "Sì. E Gennaro Gattuso era il mio idolo. Oggi fra i giocatori m’ispiro a Luka Modric".

"Sul paragone con Andrea Pirlo: "Colpa dei capelli. Non mi dà fastidio, figuriamoci, però per me non è un paragone adatto. Avere somiglianze è una cosa, ma poi in campo è tutto diverso, Pirlo aveva una qualità pazzesca. Non so chi riuscirà a raggiungerlo".

"Sul rinvio dei Campionati Europei al 2021: "Se mi è dispiaciuto il rinvio? Poco. Perché so che fra un anno saremo ancora più forti. Siamo un bellissimo gruppo, giovane, ambizioso, per me esserne parte è un orgoglio enorme. Che emozione, l’azzurro. Se cresciamo come esperienza, possiamo solo migliorare. E se miglioriamo, diventiamo forti davvero". RETROSCENA DI UN EX BRESCIA SU UN SUO POSSIBILE TRASFERIMENTO IN ROSSONERO >>>

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