Ultimo ma non per importanza, il capitolo legato alla Nazionale, con il Mondiale ormai alle porte. Ecco, dunque, di seguito, le sue dichiarazioni in merito:
Milan, parla Tomori
—Sull’avvicinamento a Milan-Juve: «Grazie alla vittoria a Verona, abbiamo iniziato bene la settimana. Dopo due ko, era importante prenderci i tre punti al Bentegodi e lo abbiamo fatto. Ora lo spirito e il morale sono più alti».
Sulle gare perse: «Non lo so. Potevamo fare meglio diverse cose come l’ordine tattico in una gara o la qualità dei passaggi in un’altra, ma nell’arco della stagione certi errori purtroppo capitano. L’importante è ripartire e noi a Verona ci siamo riusciti, pur non offrendo una grandissima prestazione».
Sulla Juventus: «È una grande squadra, con grandi giocatori e un allenatore molto bravo. Conosco Boga da quando eravamo nelle giovanili del Chelsea: è forte come lo sono Yildiz, Thuram, Conceiçao e David».
Sui gol contro i bianconeri: «Se arrivasse la terza sarei contento, ma solo in caso di vittoria».
Sul tentativo della Juventus di portarlo a Torino: «Lo scorso anno è stato difficile e non siamo arrivati in Europa. C’erano delle voci sul mio futuro anche perché non giocavo tanto. Io però non ne ho mai parlato e non ho approfondito l’argomento: il mio unico pensiero era tornare tra i titolari e aiutare la squadra. Ora sto giocando di più e sono felice».
"Mi sento milanista... la Champions il nostro obiettivo"
—Sul Milan: «Indosso questa maglia quasi da cinque stagioni e mezzo e mi sento milanista. Ho vinto lo scudetto nel 2022 e quel pomeriggio di festa in pullman, in centro a Milano, è difficile togliermelo dalla testa. Quando sono arrivato mi sono sentito subito come a casa e non è cambiato nulla».
Sul rinnovo di contratto: «Non ci penso tanto. Il club e i miei agenti trattano e io sono focalizzato sulle ultime cinque partite perché giocare la Champions è il nostro obiettivo».
Sull'importanza di Allegri per il Milan: «Appena arrivato ci ha ricordato che negli ultimi 2-3 anni avevamo subito tante reti e che lui voleva portare più solidità in difesa. Non potevamo finire dove volevamo se in ogni gara subivamo 2-3 reti... Ci ha trasmesso il desiderio di soffrire pur di non prendere gol e la sua voglia di vincere. Noi giocatori siamo contenti con lui perché è una brava persona e un allenatore molto preparato».
Sullo stile di gioco: «Non c’è un solo modo per difendere o attaccare: se ti devi abbassare per coprire gli spazi, non è una vergogna. L’importante è non avere frenesia».
Sullo scudetto dell'Inter: «Rispetto al tricolore del 2022 siamo rimasti io, Saelemaekers, Maignan, Gabbia e Leao: tutti vogliamo vincere ancora, vivere altri momenti come quelli. Quest’anno abbiamo creato una base con la quale possiamo crescere e fare meglio in futuro. Prima però qualifichiamoci alla Champions».
Su Leao: «Ci conosciamo da 6 anni ed è un grande giocatore. Ogni persona passa un momento in cui le cose che cerca di fare non gli riescono, ma tutti sanno le qualità che ha Rafa. Anche gli avversari lo conoscono e per questo lo raddoppiano o lo triplicano. È un grande professionista e vuole aiutare la squadra».
"Mondiale? Ho la speranza di giocare"
—Sugli attaccanti: «Succede... Magari si sbloccheranno domenica contro la Juve. Abbiamo cinque attaccanti bravi, ognuno con i suoi obiettivi e le sue caratteristiche, ma tutti le mettono al servizio del Milan perché tornare in Champions è troppo importante».
Sul Mondiale: Inghilterra si, Italia no: «Ho speranza e la voglia di giocare il Mondiale. Darò tutto in questo finale di stagione perché avvenga. Mi dispiace invece per la vostra Nazionale e per Tonali, che è mio amico: in Bosnia tifavo per gli azzurri ed ero convinto ce la potessero fare».
Sul suo futuro: «Voglio giocare fino a 35-36 anni e qualche altra stagione davanti ce l’ho, ma poi spero di sfruttare la laurea in Business Management, magari per lavorare assieme a mio padre che si occupa di bilanci».
Sul suo film preferito (la ricerca della felicità): «La lezione che dà Will Smith è fantastica: come lui nella vita di tutti i giorni cerco sempre di dare il massimo, di trattare le persone bene».
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