Come Van Basten? "Marco era una gazzella. Restavo spesso con lui a calciare a fine allenamento. Aveva un’eleganza unica, qualsiasi cosa facesse".
Un aneddoto su quel Milan? "Una volta ci fu una discussione tra Ziege e Costacurta, in cui il tedesco rimproverava i senatori di fare poco gruppo fuori dal campo. Billy gli rispose 'finché siamo in spogliatoio sei mio fratello, ma scelgo io con chi andare a cena'. Sul momento mi sembrò una cosa un po’ strana, ma con il tempo posso dire che sono d’accordo con lui. Non per forza bisogna essere migliori amici per funzionare in campo. Poi Capello: non ci siamo trovati. Ma faccio mea culpa, probabilmente non ero ancora a quel livello. Mi sentivo un po’ invisibile ai suoi occhi, però".
Qualche altro allenatore con cui non si è trovato? "Direi Spalletti e Zaccheroni. Grandi allenatori con cui non è scattato il feeling, può capitare. Avevo, invece, un ottimo rapporto con Sacchi. Arrigo era maniacale in tutto e curava tanto la fase difensiva. In più è sempre stato un grande uomo".
Al Milan conobbe anche il presidente Berlusconi. “Nel ‘97, quando tornai da Piacenza, volle conoscere tutti i nuovi acquisti. Quando toccò a me, mi abbracciò e mi disse: 'Bentornato a casa'. Io pensavo non sapesse nemmeno chi fossi. Invece era informato su tutto".
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