Stella Rossa, Stankovic: “Stancherò il Milan per l’Inter. Ibra numero uno”

Dejan Stankovic, ex centrocampista di Lazio e Inter, oggi guida la Stella Rossa. Domani il serbo sarà avversario del Milan in Europa League: le sue parole

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Dejan Stankovic Stella Rossa

Stella Rossa-Milan: così Stankovic a ‘La Gazzetta dello Sport’

 

Dejan Stankovic, ex centrocampista di Lazio (1998-2004) e Inter (2004-2013), oggi guida la Stella Rossa. E domani pomeriggio, al ‘Marakana‘ di Belgrado, affronterà il Milan nella gara d’andata dei sedicesimi di finale di Europa League.

In passato, nei derby, Stankovic ha spesso dato un dispiacere al Diavolo. Ed ora ci riprova con la Stella Rossa. Queste le dichiarazioni rilasciate dal tecnico dei serbi, in esclusiva, a ‘La Gazzetta dello Sport‘ in edicola questa mattina.

Su chi è oggi Stankovic: “Sono all’inizio di un nuovo percorso. Guido la Stella Rossa e sono l’uomo più felice del mondo. Mi considero un tipo onesto, severo se necessario, diretto. Poi, come sempre, contano i risultati. Che per fortuna stanno arrivando”.

Sui big con cui ha lavorato in carriera: “José Mourinho, Roberto Mancini, Sinisa Mihajlovic, Sven-Göran Eriksson, Alberto Zaccheroni. A ciascuno cerco di rubare qualcosa, ma copiarli è impossibile. Ognuno deve avere una precisa identità. Io sto creando la mia”.

Su come arriva la Stella Rossa alla prima gara contro il Milan: “Siamo reduci da due vittorie in trasferta, siamo in forma. I ritiri a Cipro e in Turchia sono serviti per ricaricarci”.

Sul Milan che appare in frenata: “In un cammino lungo è normale sbagliare una partita. Affrontiamo una squadra tosta e di qualità, guidata da un ottimo allenatore. Complimenti a Stefano Pioli, sta raccogliendo i frutti di un lavoro iniziato quando sembrava ad un passo dall’addio”.

Sui pericoli da temere nel Milan: “Il loro modo diretto di giocare e certe individualità. Penso a Rafael Leao, Ante Rebic, Samu Castillejo, Zlatan Ibrahimovic, Hakan Calhanoglu, Franck Kessié che è una macchina da guerra. Ma soprattutto a Theo Hernandez, decisivo quanto per noi Maicon nella stagione del Triplete”.

Sulla sua Stella Rossa: “Un mix di giovani ed esperti: Aleksandar Katai, Mirko Ivanic, Zeljko Gavric, Nemanja Milunovic, Milos Degenek, Milan Borjan. E Filippo Falco e Diego Falcinelli che si sono inseriti alla grande. Lo staff è parecchio italiano: con Vincenzo Sasso, l’analista, Federico Pannoncini, il preparatore atletico e Pierluigi Brivio, il mister dei portieri, si pedala sul serio”.

Su Ibrahimovic: “È un professionista esemplare, si esalta quando il livello aumenta. E, di conseguenza, alza quello dei compagni. A 39 anni è il numero uno”.

Sull’Inter impegnata nella lotta Scudetto con il Milan: “Ora è padrona del proprio destino, l’assenza dalle coppe è un vantaggio. Mi auguro che la Stella Rossa possa consegnarle un Milan stanco”.

Su Antonio Conte: “È uno tosto, sul pezzo, che non lascia nulla al caso. Mi piace. E sono contento per Christian Eriksen: ha avuto poco spazio, ma può fare la differenza. Ha due piedi meravigliosi”.

Sul tornare a ‘San Siro‘ da allenatore: “Se me l’avessero detto, non ci avrei creduto …”.

Sui suoi figli nelle giovanili dell’Inter: “Sono contento per Filip, che si allena con la Prima Squadra accanto a Samir Handanovic, il suo idolo. Impara ogni giorno. Poi c’è anche Aleksandar, di 15 anni. Prima di tutto, devono continuare ad essere brave persone. Nel calcio serve l’impegno: i regali non esistono”.

Sul suo sogno da realizzare: “Sono un bambino della Stella Rossa: allenarla è un privilegio. Darò tutto me stesso fino alla fine. E non faccio previsioni, poi, certo, tornare un domani alla Lazio o all’Inter rappresenterebbe la chiusura di un meraviglioso cerchio”. Intervista a Calabria: aneddoti su Ibra, famiglia e PlayStation >>>

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