Sull'Inter di Cristian Chivu e se può mantenere questo ritmo fino alla fine: «La squadra di Chivu ha preso un indirizzo ormai ben preciso, vedo proprio una convinzione generale notevole, profonda, tra i calciatori. E il nuovo tecnico è stato bravo ad entrare nelle teste dei suoi, soprattutto dopo il difficile finale della scorsa stagione. Fa molto turnover, e lo fa bene perché ha una rosa adeguata, una squadra forte, pochi punti deboli.
Se non per quanto riguarda la fascia destra - ha incalzato Capello -: l’assenza di Denzel Dumfries sta pesando e peserà ancora. Credo che invece siano eccessive tutte le critiche che sono state fatte a Yann Sommer nelle ultime settimane. È un portiere con esperienza, noto che i difensori nerazzurri si fidano ciecamente di lui ed è molto bravo nel gioco con i piedi, nonostante l’errore grave commesso nella partita di venerdì scorso contro il Pisa. Forse era dovuto ad un eccesso di confidenza …».
Su Ivan Perišić come soluzione dei problemi dell'Inter sulla fascia destra: «Ha 37 anni, ma se stanno valutando di acquistarlo sarà perché la dirigenza sarà convinta di averne bisogno. In ogni caso non pareggerebbe il livello tecnico su cui invece può contare l’Inter a sinistra dove resta tra le migliori d’Europa, capace di far male alla prima occasione. Meglio non lasciare spazio a Federico Dimarco».
Sul Milan di Massimiliano Allegri che, a - 5, potrebbe raggiungere l'Inter in classifica: «Personalmente vedo una squadra molto passiva, a differenza dei nerazzurri che spesso cambiano marcia a seconda dei momenti delle partite. Anche quando hanno perso contro l’Arsenal in Champions League, per esempio, di occasioni in ripartenza ne hanno avute. Il Milan ha un grosso difetto. La fase offensiva è accettabile, ma quando deve difendere i due attaccanti non danno alcun supporto alla squadra quando c’è da ripiegare. Non lo fanno Rafael Leão e Christopher Nkunku, ma neppure Christian Pulisic e Niclas Füllkrug. Non è possibile sperare solo di recuperare palla e ripartire».
"Il Milan avrebbe bisogno di qualcuno che determini e che cambi il ritmo"
—Sul Milan che potrebbe rimontare come fece con Stefano Pioli nel 2022: «No, perché continua a mancare qualcosa: sicuramente un difensore, e poi anche altro. Il Milan avrebbe bisogno di qualcosa in più, qualcuno che determini, che imponga un cambio di ritmo anche subentrando. Come Dimarco contro il Pisa, che ha cambiato la partita. E l’Inter è troppo convinta, troppo superiore al Milan. Però va aggiunta un’altra cosa: il Diavolo andava rivitalizzato. È una squadra in costruzione che prima deve rientrare tra le quattro qualificate in Champions. Nonostante tutti pensino di arrivare ben più in alto ...».
Sulla rosa più lunga dell'Inter che, nella lotta Scudetto, può essere un fattore: «Certamente: Chivu ha la possibilità di ruotare di più nonostante debba giocare anche più competizioni».
Sul fattore 'assenza dalle coppe' del Milan: «A questo punto non credo sia più così. Anche la Roma gioca le coppe, pensavo che contro i rossoneri avrebbe patito particolarmente la stanchezza e invece così non è stato. Anzi, ha dimostrato quella freschezza, quell’agonismo e quella determinazione che mi aspettavo di trovare nel Milan. Se c’è una squadra che ha sofferto, è quella di Allegri».
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Su Chivu: «Mi piacciono le novità che ha introdotto ultimamente, come il giorno libero prima della partita recuperata contro il Lecce. Nessuno più di lui capisce e “sente” lo spogliatoio: se ha deciso di muoversi in questo modo, è perché lo ritiene importante per il recupero dei suoi giocatori. Che allo stesso tempo vengono molto responsabilizzati: devono ripagare la fiducia dell’allenatore, perché tutti hanno bisogno di vivere anche nel mondo esterno al calcio. Ma lo stanno facendo. Sia in campo che fuori».
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