PIANETAMILAN news milan interviste Paolo Berlusconi: “20-02-1986, il Natale dei tifosi del Milan. Perché Silvio rifiutò l’ingresso di Armani”
INTERVISTE

Paolo Berlusconi: “20-02-1986, il Natale dei tifosi del Milan. Perché Silvio rifiutò l’ingresso di Armani”

Daniele Triolo Redattore 
Paolo Berlusconi, ex dirigente rossonero e fratello del compianto Silvio, proprietario del Milan, ha rilasciato un'intervista in esclusiva al 'Corriere dello Sport', ricordando cosa accadde 40 anni fa quando fu acquisito il club meneghino

Oggi, 20 febbraio, ricorrono i 40 anni dall'acquisto - 20 febbraio 1986 - del Milan da parte di Silvio Berlusconi. Suo fratello Paolo, al 'Corriere dello Sport' oggi in edicola, ha ricordato quanto accadde in quel periodo in un'intervista in esclusiva. Ecco le sue dichiarazioni.

Milan, Paolo Berlusconi: "Mi opposi all'acquisto del club. Mi dicevo ..."

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Sui suoi ricordi del 20 febbraio 1986: «Ricordo la mia opposizione al progetto, all’acquisto del Milan. Mi dicevo: 'E se poi cominciamo a perdere?' È una battuta, naturalmente. La verità è che per la prima volta provavamo ad acquisire una società senza aver letto il bilancio e soprattutto senza conoscere quale fosse la reale condizione economico-finanziaria del club».

Su quel Milan che era sull'orlo del fallimento: «In effetti dopo un mio colloquio con Gianni Rivera avevamo capito che ci sarebbe stato bisogno di un generoso investimento e sulle prime incontrammo anche il petroliere Giampiero Armani ad Arcore disponibile a entrare nell’operazione».

Sul perché poi Silvio Berlusconi decise di fare tutto da solo nel Milan: «Semplicissimo: i motivi sono tutti essenzialmente due. Il primo: perché nel piano di Armani c’era l’intento di rientrare della cifra sborsata con la cessione di Paolo Maldini e Franco Baresi, le due stelline di quel Milan. E comprammo a scatola chiusa!».


"Ecco le tre fotografie iconiche del Milan di mio fratello Silvio"

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Sulla molla nell'acquisto del Milan e sull'inizio non semplice: «La spiegazione la diede Silvio: questo è un affare di cuore. È il motivo per il quale non prese mai in considerazione il progetto di quotarlo in borsa. Dopo il primo raduno, fissato all’Arena di Milano, con i calciatori scesi dagli elicotteri, operazione di marketing che fruttò subito 5 mila abbonati, ci furono risultati modesti, molte battute e qualche sfottò (Stefano Tacconi disse: “Dovranno fuggire con quegli elicotteri!”). Mal gliene incolse alla fine».

Su come si può definire quel lunghissimo ciclo di Silvio Berlusconi al comando del Milan: “La data del 20 febbraio 1986 può essere considerato il Natale dei tifosi milanisti, seguito da una lunga Epifania, piena di successi in giro per l’Europa e per il mondo. La contabilità è eccezionale: 5 Coppe dei Campioni, tanti Scudetti. Quando incontro i tifosi del Milan nostalgici dico loro che esiste un passato e un presente. Il passato del Milan è unico e irraggiungibile, il presente comincia a promettere qualcosa di buono».

Le tre fotografie iconiche di quel Milan: «La prima è sicuramente rappresentata dallo Scudetto di Arrigo Sacchi raggiunto con il pareggio a Como e con la festa successiva a 'San Siro', stadio tutto esaurito e la sfilata di calciatori, tecnici e dirigenti. La seconda è fissata nella notte di Barcellona, con 80mila milanisti. “Una città che si è trasferita in un’altra città”, il commento di mio fratello. La terza infine la prima coppa Intercontinentale vinta a Tokyo nel dicembre del 1989 al cui ritorno Silvio scrisse una lettera emozionante dedicata a mio padre Luigi che purtroppo non ebbe la possibilità di godersi quello spettacolo».