PIANETAMILAN news milan interviste Oduamadi: “Allegri? Non è cambiato di una virgola, fortissimo. Nel mio Milan Leao non avrebbe..”
INTERVISTE

Oduamadi: “Allegri? Non è cambiato di una virgola, fortissimo. Nel mio Milan Leao non avrebbe..”

Alessia Scataglini
Alessia Scataglini
L'ex calciatore del Milan Nnamdi Oduamadi, intervistato dai microfoni di gazzetta.it, ha voluto ripercorrere la sua carriera in rossonero: dallo scudetto del 2011 a Rafa Leao, tute le sue dichiarazioni

L'ex calciatore rossonero Nnamdi Chidiebere Oduamadi, intervistato dai microfoni di gazzetta.it, oltre che della sua carriera in generale, ha voluto parlare della sua esperienza al Milan, avvenuta tra il 2009-2011 e il 2017-2018. Oduamadi si è voluto soffermare sullo scudetto del 2011, vinto con Allegri alla guida, per poi passare alla sua speranza di ritornare in rossonero per avere più spazio. Ecco, di seguito, le sue parole:

Milan, senti Oduamadi

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Lo scudetto del 2011 porta anche la sua firma: “Sì, anche se ho giocato una sola partita di campionato. Ma quell’esordio a San Siro col Catania fu indimenticabile: anche se ricordo di aver giocato la pre-season del 2009, detti il cambio a Ronaldinho nel derby contro l’Inter. Quante emozioni”.

Entrò in campo al posto del suo idolo.  “Quando ero piccolo non mi perdevo neanche una partita. Un ragazzo eccezionale, una persona splendida: in allenamento faceva cose inspiegabili. E amava parlare con noi giovani

A lei che diceva?  “Di stare tranquillo. Di non aver paura degli avversari e neanche di me stesso”.

Sperava di tornare in rossonero e farsi spazio?  “Sì, ma mi sono ugualmente goduto lo scudetto con Allegri. E sono rimasto in contatto con alcuni compagni conosciuti gli anni successivi”.


Tipo?  “Christian Zapata più di tutti: quando capita riusciamo a sentirci e vederci. Ma anche Kessie, ci messaggiamo spesso”

Quanto manca un Ronaldinho in Serie A? 

"Beh, moltissimo. In Italia vedo solo tanta corsa, zero tecnica”.

Lei era anche presente al momento della rissa tra Ibra e Onyewu.  "Sì, un fallo di Onyewu scatenò tutto: entrò in ritardo su Zlatan, si accese un battibecco pesante. Poi chiarirono subito, però”.

Da Allegri ad Allegri, anche questo Milan è da scudetto?  “Per me sì. Lui non è cambiato di una virgola, è sempre fortissimo. Certo i giocatori sono cambiati: la fame è diversa. Non ci sono più giocatori unici come Ibra, Gattuso, Pirlo, Nesta, Ronaldinho… e Oduamadi (ride, ndr)”.

Un milanista di oggi che sarebbe stato titolare quando c’era lei.  "Modric, senza dubbio. È un professore”.

Leao?  “Non scherziamo. In quel Milan giocavano Pato, Ronaldinho, Ibra: ma dove lo volete mettere Leao? Sarebbe stato in panchina, inevitabile".

E fra i suoi connazionali chi è il più forte?  “Ne abbiamo tanti, Lookman e Osimhen su tutti. Ma a me piace anche Chukwueze”.

Il suo idolo era Ronaldinho, ma in Nigeria la chiamavano Robinho.  “Dicevano che gli assomigliavo nello stile di gioco. Ho avuto dei modelli fortissimi, non mi posso lamentare”.