Tipo? “Christian Zapata più di tutti: quando capita riusciamo a sentirci e vederci. Ma anche Kessie, ci messaggiamo spesso”
Quanto manca un Ronaldinho in Serie A?
"Beh, moltissimo. In Italia vedo solo tanta corsa, zero tecnica”.
Lei era anche presente al momento della rissa tra Ibra e Onyewu. "Sì, un fallo di Onyewu scatenò tutto: entrò in ritardo su Zlatan, si accese un battibecco pesante. Poi chiarirono subito, però”.
Da Allegri ad Allegri, anche questo Milan è da scudetto? “Per me sì. Lui non è cambiato di una virgola, è sempre fortissimo. Certo i giocatori sono cambiati: la fame è diversa. Non ci sono più giocatori unici come Ibra, Gattuso, Pirlo, Nesta, Ronaldinho… e Oduamadi (ride, ndr)”.
Un milanista di oggi che sarebbe stato titolare quando c’era lei. "Modric, senza dubbio. È un professore”.
Leao? “Non scherziamo. In quel Milan giocavano Pato, Ronaldinho, Ibra: ma dove lo volete mettere Leao? Sarebbe stato in panchina, inevitabile".
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E fra i suoi connazionali chi è il più forte? “Ne abbiamo tanti, Lookman e Osimhen su tutti. Ma a me piace anche Chukwueze”.
Il suo idolo era Ronaldinho, ma in Nigeria la chiamavano Robinho. “Dicevano che gli assomigliavo nello stile di gioco. Ho avuto dei modelli fortissimi, non mi posso lamentare”.
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