Su Rafael Leão: «Come tutti, vive di alti e bassi. Ma non è uno che si risparmia. E poi ha qualità eccezionali».
Su Stefano Pioli, che fu il primo allenatore a dargli fiducia: «Mi fece giocare con continuità, quell’anno ci divertimmo parecchio».
"Mi ha colpito il Como. Mi ricorda il Barcellona 2010"
—Sull'avversario che più ha messo in difficoltà il Milan: «Il Como mi ha colpito. Fa un calcio di possesso che è bellissimo. C’è tanta tecnica. Con le dovute proporzioni, mi ricorda il Barcellona 2010».
Se conta più giocare bene o vincere: «Vincere. Ci si ricorda solo di chi ha vinto».
Sulla nuova generazione belga, magari più fortunata di quella precedente che non ha vinto titoli: «Non bastano i grandi calciatori per vincere i titoli. A ogni modo stanno uscendo alcuni giovani molto interessanti, lo stesso De Winter. Koni sta crescendo tanto».
Sui giocatori belgi che si stanno affermando in Europa: «Ti faccio alcuni nomi. Diego Moreira dello Strasburgo sta facendo benissimo e ha solo 21 anni, Zeno Debast dello Sporting, un centrale molto forte che esce palla al piede con qualità, Amadou Onana dell’Aston Villa, fisicamente dominante, un leader in campo».
Sul V.A.R.: «Il V.A.R. ha corretto e migliorato alcune decisioni arbitrali, ma non è ancora perfetto. Molti contatti vengono valutati in modo sbagliato al video. Se in area ti senti toccare, il più delle volte non resti in piedi, vai giù. Lo vedi fare agli altri e lo fai anche tu. Talvolta si rimane a terra più a lungo aspettando che venga richiamata l’attenzione dell’arbitro. Non è che in quei momenti stai troppo a pensare ...».
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