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Milan, Saelemaekers: “Con Allegri si lavora per vincere. Lui ti cambia la testa”

Daniele Triolo Redattore 
Alexis Saelemaekers, classe 1999, centrocampista belga del Milan, ha rilasciato un'intervista in esclusiva al 'Corriere dello Sport' oggi in edicola. In questo articolo alcune tra le sue dichiarazioni più interessanti: che opinione di Max Allegri!

Alexis Saelemaekers, classe 1999, centrocampista belga del Milan, ha rilasciato un'intervista in esclusiva al 'Corriere dello Sport' oggi in edicola. Ecco, dunque, qui di seguito le sue dichiarazioni più interessanti.

Milan, Saelemaekers: "I fischi di Roma? Posso capire i tifosi, ma ..."

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Sui fischi subito allo stadio 'Olimpico' durante Roma-Milan: «Mi è dispiaciuto tanto essere accolto così all’Olimpico. Posso capire i tifosi, ma quando gioco per una squadra non mi risparmio mai, per questo non ho niente da rimproverarmi. Alla Roma ho dato tantissimo e ricevuto tantissimo, in estate abbiamo preso altre strade perché sono maturate alcune situazioni».

Su Massimiliano Allegri:« Lui insegna la cattiveria, quella agonistica, e a mantenere alta la concentrazione. Sempre. Quando invita alla calma è perché vuole che ragioniamo. Fin dal primo giorno si lavora per vincere. Con lui si cresce dal punto di vista mentale perché ti porta a dare il 100 % in ogni istante, in ogni occasione e in ogni situazione, anche quando la partita costringe la squadra a subire. Non ha bisogno di spingerci ad abbassarci ad esempio: ci dà gli strumenti per affrontare tutti i momenti. Chiede di giocare ogni palla perché da ogni palla può nascere qualcosa di importante. Come a Roma dove siamo partiti bene ma dopo 15 minuti sono cresciuti tanto loro. A quel punto però sapevamo come comportarci, avevamo l’obiettivo di non prendere gol. Abbiamo sbagliato qualche uscita, molti passaggi, questo sì. Ma Allegri ripete spesso che il risultato può dipendere da un solo episodio ... Allegri ti cambia la testa».

Su Luka Modrić e Adrien Rabiot: «Luka ha vinto tanto sia individualmente sia collettivamente. Ma mostra un’umiltà nel lavoro di tutti i giorni, ti conquista. Adri conosce tutto del calcio italiano e ha una personalità incredibile».


Su Rafael Leão: «Come tutti, vive di alti e bassi. Ma non è uno che si risparmia. E poi ha qualità eccezionali».

Su Stefano Pioli, che fu il primo allenatore a dargli fiducia: «Mi fece giocare con continuità, quell’anno ci divertimmo parecchio».

"Mi ha colpito il Como. Mi ricorda il Barcellona 2010"

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Sull'avversario che più ha messo in difficoltà il Milan: «Il Como mi ha colpito. Fa un calcio di possesso che è bellissimo. C’è tanta tecnica. Con le dovute proporzioni, mi ricorda il Barcellona 2010».

Se conta più giocare bene o vincere: «Vincere. Ci si ricorda solo di chi ha vinto».

Sulla nuova generazione belga, magari più fortunata di quella precedente che non ha vinto titoli: «Non bastano i grandi calciatori per vincere i titoli. A ogni modo stanno uscendo alcuni giovani molto interessanti, lo stesso De Winter. Koni sta crescendo tanto».

Sui giocatori belgi che si stanno affermando in Europa: «Ti faccio alcuni nomi. Diego Moreira dello Strasburgo sta facendo benissimo e ha solo 21 anni, Zeno Debast dello Sporting, un centrale molto forte che esce palla al piede con qualità, Amadou Onana dell’Aston Villa, fisicamente dominante, un leader in campo».

Sul V.A.R.: «Il V.A.R. ha corretto e migliorato alcune decisioni arbitrali, ma non è ancora perfetto. Molti contatti vengono valutati in modo sbagliato al video. Se in area ti senti toccare, il più delle volte non resti in piedi, vai giù. Lo vedi fare agli altri e lo fai anche tu. Talvolta si rimane a terra più a lungo aspettando che venga richiamata l’attenzione dell’arbitro. Non è che in quei momenti stai troppo a pensare ...».