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Milan, Montolivo: “Fu Berlusconi a darmi la fascia da capitano. Ricci e JasharI? Ecco cosa gli direi”

Riccardo Montolivo, ex Milan
Il sogno di giocare nel Milan, il crollo nel girone di ritorno e quel consiglio a Ricci e Jashari: Riccardo Montolivo si racconta a cuore aperto
Redazione PM

Nel gennaio del 2010, Riccardo Montolivo diventa capitano del Milan, salvo poi perdere la fascia un anno più tardi a causa del mancato rinnovo di contratto. Con la maglia rossonera, il centrocampista italiano classe 1985 ha giocato 158 partite in 7 stagioni, impreziosite da 10 gol e 15 assist.

Milan, l'intervista a Riccardo Montolivo

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Montolivo è tornato a parlare dei suoi anni al Milan in una lunga intervista concessa ai microfoni di 'Gianlucadimarzio.com'. L'ex centrocampista ha parlato anche dell'impatto di Ricci e Jashari in rossonero, offrendogli alcuni consigli importanti dall'alto della sua esperienza. Di seguito, un estratto delle sue dichiarazioni.


Il sogno rossonero: "Giocare nel Milan è sempre stato il mio sogno e il mio obiettivo assoluto. Sono nato e cresciuto in una famiglia interamente milanista. Al di là di come sia andata poi la storia, per me indossare quella maglia è sempre stato un enorme orgoglio. Il momento più alto della mia avventura? Senza dubbio il ricordo più bello è la fascia di capitano, una scelta nata direttamente da Berlusconi. Poi, ovviamente, la Supercoppa italiana e il trofeo alzato dopo il rigore decisivo del grande Mario Pasalic."

Sul momento del Milan: "L'attuale tecnico è un allenatore di altissimo livello. Il Milan ha però subìto un calo evidente e la squadra andrà rinforzata in vista dell'anno prossimo. L'attacco rappresenta il vero problema dei rossoneri ormai da diversi anni. Giroud è stato bravissimo in passato a nascondere questo limite con stagioni fantastiche. Adesso è proprio là davanti che la società deve intervenire."

Su Jashari e Ricci: "A centrocampisti come Ardon Jashari e Samuele Ricci dico solo una cosa: non mollate! Per loro è stata un'annata complicata, soprattutto perché hanno avuto poco spazio e poca continuità. Jashari, inoltre, si è infortunato subito. Credo fermamente che entrambi meritino una seconda opportunità perché sono calciatori di grande valore. Devono avere pazienza e continuare a crederci."