Dario Bonetti ricorda la stagione 1986-1987 nel Milan alla Gazzetta: "Fui il primo acquisto. Il Presidente curava ogni dettaglio e ci faceva sognare"
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La gloriosa epopea calcistica del Milan di Silvio Berlusconi rivive attraverso i ricordi inediti di Dario Bonetti, ex difensore rossonero che, nell'intervista rilasciata all'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, ha ripercorso la sua esperienza rossonera nella stagione 1986-1987. Il calciatore, che in Serie A ha vestito anche le maglie di compagini blasonate come Roma, Sampdoria, Verona e Juventus, ha voluto celebrare la figura del mitico Presidente del Diavolo a quarant'anni esatti dall'insediamento societario, svelando un suggestivo aneddoto vissuto sui campi d'allenamento di Milanello e i dettagli della storica presentazione coreografica andata in scena all'Arena Civica di Milano.
L'annata calcistica in questione ha rappresentato il vero e proprio anno zero del club rossonero, un periodo di transizione tecnica ed economica gestito in panchina da Nils Liedholm prima dell'avvento della rivoluzione di Arrigo Sacchi. Dario Bonetti, classe 1961, fu uno dei protagonisti sul rettangolo verde di quella squadra, collezionando un totale di 28 presenze complessive, suddivise tra le 24 partite disputate in campionato e i 4 gettoni collezionati in Coppa Italia.
La profezia di Milanello e l'elicottero all'Arena Civica
"Fui il primo acquisto dell'era Silvio Berlusconi", ha esordito con orgoglio Bonetti ai microfoni del quotidiano sportivo milanese, ricordando l'impatto emotivo impresso dal nuovo numero uno del club di via Turati. "Era un Presidente illuminato, faceva sognare". Il racconto dell'ex difensore si sposta poi su un preciso e affascinante retroscena legato ai primi giorni di raduno estivo all'interno del centro sportivo di Carnago, un momento in cui vennero gettate le basi psicologiche per i futuri trionfi internazionali."A Milanello uno dei primi giorni ci raccontava che avremmo vinto in Europa e saremmo diventati la squadra più forte del mondo. Quasi tutti lo presero per un pazzo, invece era un visionario". Parole che descrivono perfettamente l'ambizione smisurata di una dirigenza intenzionata a scardinare le vecchie gerarchie del calcio italiano ed europeo attraverso l'innovazione commerciale e d'immagine.
L'attenzione al dettaglio del Presidente e il carro dei vincitori
"Come tutti i geni era solo all’inizio del suo lungo viaggio, poi piano piano sono saliti tutti quanti sul carro - ha chiosato Bonetti nel corso della sua chiacchierata con la 'rosea' -. Non era un uomo di calcio, ma aveva un’attenzione al dettaglio incredibile. Chiamava personalmente i giocatori, voleva sapere tutto di tutti".© RIPRODUZIONE RISERVATA