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Santiago Giménez, in questa stagione, ha fin qui totalizzato appena 12 presenze con il Milan, per soli 781' sul terreno di gioco. L'attaccante messicano, infatti, dopo aver disputato Atalanta-Milan 1-1 il 28 ottobre 2025, era stato costretto a fermarsi per un problema alla caviglia destra.
Ha provato, per un paio di mesi, con una terapia conservativa che, però, non ha dato gli esiti sperati. Da qui la decisione di procedere con l'operazione, avvenuta ad Amsterdam (Olanda) il 19 dicembre 2025. L'intervento, andato molto bene, ha costretto però il 'Bebote' a cinque mesi pieni di stop.
L'ex Feyenoord è tornato in campo lo scorso 21 marzo, nei 13' finali di Milan-Torino 3-2 e, ora, dopo essersi allenato senza sosta a Milanello durante la pausa del campionato di Serie A per gli impegni delle Nazionali, è pronto a fornire - in ottime condizioni fisiche - il suo contributo alla squadra di Massimiliano Allegri. Intanto, però, Giménez - in un'intervista in esclusiva rilasciata in mattinata a 'DAZN' - ha spiegato la sua scelta di operarsi alla caviglia.
"È stata una decisione molto difficile perché avevo molto entusiasmo per la stagione e per la grande squadra che avevamo costruito. Eravamo primi o secondi in classifica e volevo continuare a giocare. La verità però è che il dolore era tanto. Ho preso la decisione di operarmi insieme alla mia famiglia per stare bene e per dare quello che posso dare. Non ero al 100% e non mi piaceva. La mia famiglia é sempre stata lì per me. É stato un momento difficile perché fermarsi é sempre qualcosa di difficile, ma sono sicuro che per mano di Dio questo mi ha reso più forte".
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